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Aziende e controllo di gestione

del 02/09/2013

È difficile definire cosa sia il Controllo di Gestione in modo conciso senza rifarsi a concetti di strategia, alta direzione e organizzazione, tanto è articolato e passibile di varianti. Le parole organizzazione, gestione, sistema, controllo, prese singolarmente, evocano dei concetti chiari e di uso comune, ma quando sono “messe assieme” la cosa si complica.

Per questo preferisco un approccio diverso e più “pratico”.

Gestire al meglio un’azienda significa porsi in modo sistematico le seguenti domande: 1) dove siamo? - ovvero in che “condizione” ci troviamo? - quali sono i numeri che rappresentano la nostra azienda? Rispondere a questa domanda significa raccogliere i dati (cioè i numeri) che meglio rappresentano la nostra azienda dal punto di vista reddituale, patrimoniale, finanziario, produttivo; 2) dove vogliamo andare? - ovvero quali obiettivi vogliamo conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo? - Fissarsi degli obiettivi significa definire dei “forecast” delle vendite, fissare dei budget per la produzione, mettere a punto dei piani di sviluppo (per esempio piani di investimento e piani di ricerca);  3) cosa dobbiamo fare per arrivarci? - ovvero quali azioni dobbiamo intraprendere per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati? - In altre parole, dettagliare le azioni che riteniamo opportune per realizzare quanto definito nella fase 2 e metterle in pratica; 4) le scelte che abbiamo operato e le azioni che abbiamo compiuto sono state efficaci ed efficienti? Verificare l’efficacia del nostro operato significa verificare se il risultato delle nostre azioni “va nella direzione giusta”, ovvero significa verificare lo scostamento fra il risultato ottenuto e quello desiderato.

È quindi necessario raccogliere di nuovo i dati che meglio rappresentano la nostra azienda dal punto di vista reddituale, patrimoniale, finanziario. L’efficacia di quanto abbiamo fatto sarà misurata attraverso l’analisi degli scostamenti fra i dati preventivi e quelli consuntivi.

L’efficienza del nostro operato sarà misurata attraverso indici di rendimento produttivo ed economico (es. costo orario, produttività, incidenza della vendite, rotazione delle scorte).

La fase 4  è, quindi, la ripetizione della fase 1 trascorso un certo lasso di tempo. Il tutto è quindi rappresentabile con un ciclo di tre fasi: 1à 2 à 3 à 1.

Il controllo di gestione è quel “qualcosa” che ci consente di mettere in pratica lo schema sopra riportato e, quindi, può essere così definito: un insieme di strumenti e procedure che consente di stabilire dove siamo e di dare utili indicazioni su cosa dobbiamo fare per arrivare là dove vogliamo andare.

Volendo fare un’analogia con un oggetto ormai entrato nella vita di tutti i giorni, il controllo di gestione è il navigatore aziendale, strumento che ci consente di raggiungere la destinazione che vogliamo e anche sapere  se sono necessarie “inversioni di rotta”.

Il compito di un esperto di controllo di gestione è quello di comprendere le caratteristiche dell’azienda e le esigenze dei manager per realizzare un sistema di raccolta dati definendone gli strumenti (il come) e le procedure (il chi e il quando) affinché il sistema fornisca dati attendibili e tempestivi minimizzando i costi e  l’impatto sull’organizzazione interna; l’esperto deve inoltre mettere i manager in condizione di utilizzare correttamente i dati forniti dal sistema, dovendo quindi adoperarsi affinché questi conoscano la genesi dei numeri. A cosa serve infatti sapere che il costo orario è di 23,4 €/h se non si conosce quali voci comprende tale numero? Affiancare i Manager affinché acquisiscano esperienza nella interpretazione dei dati ed imparino ad usare i sistema è fondamentale come supportare l’azienda nel tempo affinché il sistema di controllo di gestione si adatti ed evolva nel tempo.

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