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Il mancato utilizzo della cintura di sicurezza

del 22/08/2013

Oggigiorno nell'espletamento delle indagini in sede penale in materia di omicidio colposo derivante da sinistro stradale, uno dei passaggi fondamentali è quello che riguarda la verifica dell'utilizzo della cintura di sicurezza in particolare da parte delle vittime.

Vi sono numerosi elementi che il tecnico forense può valutare a tal fine.

In linea di massima oggigiorno è quasi sempre possibile determinare l'eventuale utilizzo della cintura di sicurezza da parte delle vittime, sempre che non ci siano stati interventi distruttivi da parte dei soccorritori.

Sotto il profilo meramente tecnico si può pertanto giungere, in convergenza con l'indagine medico-legale, a determinare quale incidenza causale sull'evento morte abbia potuto avere il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza passiva.

Vi sono chiaramente alcuni casi (si pensi ad impatti tanto distruttivi da ridurre in maniera drastica il volume vitale all'interno dell'abitacolo) in cui l'eventuale inutilizzo della cintura diviene affatto irrilevante.

Ma ve ne sono altri, in particolare nell'ambito dei sinistri a bassa velocità, in cui unica e sola causa dell'evento morte, o anche solo di gravi lesioni, è la mancata ritenzione del corpo in adesione al sedile e la sua conseguente proiezione contro le superfici rigide dell'abitacolo.

Non si può certamente trascurare poi la presenza ormai diffusa dei cuscini Airbag, la cui efficienza e sicurezza di utilizzo presuppone proprio che il corpo sia trattenuto al sedile dalla cintura di sicurezza.

Gravissime lesioni derivano dall'impatto a forte velocità del cuscino airbag contro il soma, e in particolare il volto, qualora non si faccia uso della cintura di sicurezza: alla velocità di inflazione del cuscino (elevatissima) si aggiunge infatti quella di proiezione in avanti della persona.

A livello giurisprudenziale una recente sentenza della cassazione penale (sentenza n° 25138 del 06.06.2013) ha peraltro riconosciuto come non si possa in ogni caso escludere il concorso di chi abbia causato fattivamente il sinistro con la propria condotta colposa, al di là dell'eventuale mancato utilizzo della cintura da parte della vittima.

è stato cioè chiarito ufficialmente come il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza, non valga, di per sé, ad escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un’autovettura che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l’impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima, e l’evento.

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