Le ultime modifiche normative
(Testo Unico sull’apprendistato - D.Lgs. 167/2011 e modifiche ex L. n. 92/2012)
hanno riformulato le classificazioni dell’apprendistato.
L’apprendistato si
suddivide in tre diverse tipologie: 1) l’apprendistato per la qualifica e per il
diploma professionale: per i giovani tra i 15 anni compiuti e fino al
compimento del 25° anno di età, utile anche per l’assolvimento dell’obbligo di
istruzione; la regolamentazione di tale tipologia di apprendistato e dei
relativi profili formativi è rimessa alle Regioni; 2) l’apprendistato
professionalizzante o contratto di mestiere: per i giovani tra i 18 anni ed i
29 anni e 364 giorni di età; 3) l’apprendistato di alta formazione e di
ricerca: per i giovani tra i 18 anni ed i 29 anni, finalizzato al
raggiungimento di un diploma di scuola secondaria superiore ovvero ad un titolo
di laurea, un dottorato di ricerca o un praticantato per l’accesso ad una
professione regolamentata.
Sin dall’entrata in vigore del nuovo apprendistato
(D.Lgs.276/2003), la tipologia più utilizzata, anche perché l’unica
disciplinata dalle normative regionali, risulta l’apprendistato
professionalizzante.
Nonostante l’apprendistato abbia la natura di un contratto
di lavoro a tempo indeterminato, i vari contratti collettivi stabiliscono in
base alle competenze da acquisire la durata massima del contratto.
Al termine
del periodo di formazione il datore di lavoro potrà scegliere se confermare
l’apprendista a tempo indeterminato, riconoscendogli la qualifica
professionale, ovvero interrompere la collaborazione.
A fronte di un beneficio
contributivo, sgravio totale della contribuzione a carico del datore di lavoro,
vige però l’obbligo di certificare la formazione dell’apprendista, infatti è
prevista una formazione annua minima pari a 120 ore, che potrà essere svolta
all’interno dell’azienda ovvero esternamente presso strutture accreditate.
La Legge 92/2012 ha previsto per il personale assunto con contratto di apprendistato, la copertura in caso di perdita involontaria del posto di lavoro, infatti dall’anno 2013 tutti gli apprendisti avranno diritto in caso di licenziamento o dimissioni per giusta causa all’Aspi.
