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Come costituire un'associazione sportiva

del 24/06/2013

In linea generale, per svolgere attività sportiva in forma organizzata ed a livello dilettantistico, quindi senza fini di lucro, si può ricorrere, alternativamente, a tre diversi istituti giuridici: l’associazione (dotata o meno di personalità giuridica), la società sportiva di capitali e la società cooperativa sportiva.

Il modello organizzativo più diffuso è quello dell’associazione, per l’apparente semplicità di gestione e gli indubbi minori oneri.

La normativa sulle associazioni, in termini generali (quindi anche per le ASD, in quanto parte del mondo associativo), è disciplinata sinteticamente dagli articoli 14-35 Codice Civile per quanto attiene alle associazioni riconosciute e dagli articoli 36-42 per quelle non riconosciute.

Su questa scarna disciplina si è innestata prima la Legge 16.12.1991 n. 398 e successivamente la Legge 289/2002 che, con l’art. 90, ha definito giuridicamente le associazioni sportive dilettantistiche, permettendo la loro costituzione in una delle tre forme individuate in premessa.

L’insieme della normativa menzionata permette di definire il perimetro degli adempimenti necessari per far nascere un’associazione sportiva dilettantistica: innanzitutto l’atto costitutivo e lo statuto devono essere redatti nella forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata e registrata ed è necessario riportino, tra le altre, specifiche clausole, come individuate nell’art. 148 T.U.I.R..

Si tratta di clausole dirette a garantire la non lucratività dell’associazione e la democraticità della partecipazione degli associati alla struttura, oltre che la chiarezza e la trasparenza nella gestione. Nella denominazione sociale andrà indicata la finalità sportiva dilettantistica e suddetta denominazione dovrà essere utilizzata in tutti i segni distintivi e nelle comunicazioni rivolte al pubblico. Poi sarà necessario il riconoscimento da parte del Coni e delle Federazioni sportive nazionali ovvero degli Enti nazionali di promozione sportiva e la successiva affiliazione alle stesse, con relativa iscrizione nel “Registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche” istituito presso il Coni.

Da ultimo sarà la scelta del regime contabile nel quale far confluire gli eventuali introiti di natura commerciale che l’associazione dovesse percepire: in quest’ambito, se l’ASD ha conseguito, nel periodo d’imposta precedente, proventi derivanti dall’esercizio di attività commerciali, connesse agli scopi istituzionali, non superiori a 250 mila euro, potrà fare riferimento alla già citata Legge 398/1991, previa opzione da comunicare al concessionario competente (SIAE) prima dell’inizio dell’anno solare per il quale l’associazione intende usufruire del regime agevolativo.

In estrema sintesi, il regime forfettario e le semplificazioni degli adempimenti di cui alla L. 398/1991 si sostanziano nelle seguenti agevolazioni: 1. esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili (le fatture passive dovranno comunque essere conservate e numerate progressivamente); 2. dispensa dagli obblighi di fatturazione e certificazione dei corrispettivi (ad eccezione delle prestazioni di sponsorizzazione, cessione o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica e prestazioni pubblicitarie); 3. annotazione dei proventi da operazioni commerciali (anche con unica registrazione) in specifici modelli ministeriali contrassegnati dalla SIAE entro il giorno 15 del mese successivo all’incasso; 4. applicazione forfettaria dell’IVA a debito proveniente dall’attività commerciale: 50% dell’imposta derivante da proventi commerciali generici (quali pubblicità, biglietti per le manifestazioni sportive, somministrazione di alimenti e bevande, etc.), ma detrazione pari solo ad 1/3 per la cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o trasmissione telefonica e, addirittura, ridotta al 10% per le sponsorizzazioni; 5. ai fini delle imposte sui redditi, applicazione sull’ammontare dei proventi di natura commerciale di un coefficiente di redditività del 3%.

E’ prevista una particolare e specifica disciplina tributaria per i compensi erogati dalle ASD agli atleti ed a coloro che svolgono attività amministrativa e gestionale a favore dell’associazione.

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