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Società e Associazioni sportive dilettantistiche

del 16/11/2011
CHE COS'È?

Società e Associazioni sportive dilettantistiche: definizione

Negli ultimi anni l’attività sportiva dilettantistica ha ricevuto particolare attenzione da parte del legislatore.
Infatti, oltre all’introduzione di norme di carattere civilistico finalizzate a dare certezza giuridica all’associazionismo sportivo, numerosi sono stati i provvedimenti fiscali finalizzati a sostenere le società e le associazioni sportive dilettantistiche nello svolgimento della loro attività.
Così oggi un ente sportivo dilettantistico, indipendentemente dalle sue dimensioni, può contare su una gestione fondata secondo regole predeterminate e, allo stesso tempo, sotto il profilo tributario può fruire di rilevanti agevolazioni.
La grandissima maggioranza degli enti sportivi oggi esistenti è costituita nella forma di associazione non riconosciuta, prevista e disciplinata negli articoli 36 e seguenti del codice civile.
Le associazioni in parola vengono definite “non riconosciute” in quanto sono prive di personalità giuridica.
Le caratteristiche strutturali di un’associazione non riconosciuta possono essere così elencate:
  1. una forma di aggregazione aperta all’incremento o al ricambio degli associati (cosiddetta “struttura aperta”). Gli associati, teoricamente, potrebbero avere diritti e oneri diversi tra loro (ad esempio in relazione all’entità dei contributi da versare, ai diritti di voto, eccetera); ma è preferibile che si stabilisca tra loro parità di diritti e doveri. Si consideri oltretutto che detta parità, in linea generale o specifica, è un requisito richiesto per godere di determinate agevolazioni fiscali;
  2. autonomia patrimoniale - sia pure limitata - rispetto alle sfere patrimoniali dei singoli associati e a eventuali creditori personali dei medesimi, che si sostanzia nel concetto di “fondo comune”;
  3. attività finanziata primariamente con i contributi degli associati, ma anche con donazioni o erogazioni di terzi; oppure, ancora, con (limitate) attività di natura commerciale;
  4. delega della gestione associativa a una o più persone fisiche, generalmente elette dall’assemblea degli associati per limitati periodi di tempo, oppure designate in sede di costituzione;
  5. estinzione o per scadenza del termine di durata eventualmente fissato dallo statuto, o per deliberazione dell’assemblea degli associati (ove esistente), o per il venir meno di tutti gli associati;
  6. in ogni caso, gli eventuali residui attivi della liquidazione non potranno essere ripartiti tra gli associati superstiti, ma dovranno essere devoluti (a fini non lucrativi) per gli scopi eventualmente previsti dallo statuto; oppure - in mancanza dei medesimi - a quelli determinati dalla pubblica autorità.
Dott. Antonio Sturaro
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Padova
Studio Sturaro

COME SI FA
Sebbene la legge consenta di dare vita ad un’associazione non riconosciuta anche per mezzo di un semplice accordo verbale, la pratica invalsa e intuibili ragioni di funzionalità fanno sì che l’associazione non riconosciuta si costituisca, di regola, a mezzo di un atto scritto (contratto di associazione), basato su due principali componenti:
  • l’atto costitutivo, che dà vita all’associazione identificandone e fissandone gli elementi di avvio e di riferimento;
  • lo statuto, destinato a regolare il funzionamento a regime dell’associazione.
Il contratto associativo non richiede forme particolari. È sufficiente una scrittura privata semplice, senza la necessità di ricorrere all’intervento di un notaio; non occorre che essa contenga specifici elementi, se non quelli richiesti dalla normativa fiscale .
La società sportiva dilettantistica dovrà invece obbligatoriamente essere costituita con atto notarile, tipicamente nella forma di Società a Responsabilità Limitata.

CHI
Data la complessità della materia e della procedura è opportuno avvalersi di un commercialista esperto.

FAQ

Quali sono le agevolazioni fiscali per le associazioni sportive?

Le agevolazioni fiscali riservate alle associazioni sportive riguardano tutte le principali imposte, Ires, Iva e Irap. Le agevolazioni si basano tutte sul principio della non imponibilità intesa come estraneità dall’ambito commerciale delle attività istituzionali dell’associazione.

Chi effettua liberalità o donazioni a una associazione sportiva gode di qualche agevolazione?

Le erogazioni liberali a favore di associazioni sono naturalmente libere. Il legislatore ha previsto delle agevolazioni fiscali per i soggetti (persone fisiche o giuridiche) che contribuiscono a sostenere le attività del mondo non profit. I privati possono effettuare donazioni alle ASD fino a euro 1.500 godendo di una detrazione d’imposta pari al 19%; inoltre possono detrarre con diritto alla medesima percentuale le quote di iscrizione e frequenza ai corsi nelle ASD fino ad un massimo di euro 210 annui per ciascun minore a carico.
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