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Enti no profit

del 15/11/2011
CHE COS'È?

Enti no profit: definizione

Innanzi tutto un po’ di chiarezza linguistica.
Cito quanto riportato nel sito dell’Accademia della Crusca.
No profit
La locuzione non profit (o non-profit) è di origine angloamericana ed è stata coniata per indicare la caratteristica di organizzazioni, enti che operano "senza scopo di lucro, senza profitto". Anche in italiano l’avverbio di negazione non ricorre come elemento iniziale di formazioni derivate e ha assunto la funzione di prefisso, per negare o escludere il significato della base nominale che segue (non stop, non ente, non luogo, non senso, quest’ultimo calco dell’inglese nonsense e registrato dai vocabolari nelle diverse forme in cui ormai ricorre in italiano nonsense, nonsenso, non-senso e non senso). Benché anche l’inglese preveda la forma no con funzioni molto vicine a quelle di non, è in italiano che si è diffusa la variante no profit probabilmente sulla scia di altre formazioni simili già affermate, quali no global, no logo, e favorita, rispetto a non, dalla mancanza della consonante finale che prima di un’altra parola iniziante per consonante può dar luogo a incontri consonantici difficili da pronunciare e che sono quindi suscettibili di semplificazioni.
C'è un’ulteriore breve considerazione da fare su queste due forme, ambedue ormai diffuse e accolte come corrette (non profit, anche nella variante non-profit è attestata dal 1992 e registrata nei principali dizionari dell’uso che segnalano, nella maggior parte dei casi, anche no profit come variante): i due prefissi, almeno inizialmente, si sono distribuiti secondo sfumature di significato leggermente diverse da attribuire al composto. Il primo elemento no dei composti no global, no logo, eccetera, contiene infatti, oltre alla valenza semantica della semplice negazione, un valore aggiuntivo di "rifiuto", "opposizione'" a qualcosa che il non semplice non esprime. In non-profit è sufficiente la prima parte del composto non a indicare che si tratta di qualcosa che non prevede "profitto", mentre il no, nella variante no profit, rafforza il principio sotteso ad alcune iniziative e attività che trovano il loro principio fondante e la loro forza proprio nella scelta di non prevedere alcun vantaggio per chi le esercita: non solo quindi la semplice assenza di profitto, ma la scelta precisa di non lucrare su alcune attività.

A cura di Raffaella Setti - Redazione Consulenza Linguistica - Accademia della Crusca

Detto questo, gli enti no profit sono parte del cosiddetto Terzo Settore, ossia quello a cui appartengono le istituzioni e le organizzazioni che si collocano tra lo Stato e il mercato.
Gli enti e le organizzazioni qualificabili come no profit sono soggetti caratterizzati da una serie di elementi comuni quali:
  • perseguimento di finalità socialmente rilevanti e di pubblica utilità;
  • mancanza di finalità di lucro e di distribuzione di utili;
  • natura privatistica;
  • impiego di tutte le risorse per la realizzazione del proprio scopo.
Sono organizzazioni che coniugano l’assenza di profitto con un intento altruistico e che si dedicano ad attività socialmente utili e rilevanti in diversi settori quali quello culturale, di ricerca, di studio, assistenziale, sanitario, ambientale.
Gli enti no profit possono essere strutturati in diverse forme giuridiche, quali ad esempio:
  • associazioni riconosciute;
  • associazioni non riconosciute;
  •  fondazioni;
  •  comitati;
  • organizzazioni di volontariato;
  • cooperative sociali;
  • organizzazioni non governative;
  • associazioni di promozione sociale;
  • associazioni sportive dilettantistiche;
  • O.N.L.U.S.;
  • imprese sociali;
  • trust.

Dott. Antonio Sturaro
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Padova
Studio Sturaro

COME SI FA
Ogni tipologia di Ente no profit ha caratteristiche peculiari proprie. La costituzione dell’Ente no profit spazia dal semplice accordo verbale tra più persone, all’atto pubblico redatto dal notaio e poi riconosciuto dal ministero di competenza.

CHI
Data la complessità della materia e della procedura è opportuno avvalersi di un commercialista esperto se necessario di un valido notaio.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Valentina Forlani

26/02/2013 18:55:09

Buonasera

ho appena costituito con un gruppo di persone un'associazione culturale. Abbiamo regolarmente registrato l'atto costitutivo e lo statuto presso l'Agenzia delle Entrate e ottenuto il codice fiscale. Ora abbiamo un paio di dubbi
1) Abbiamo previsto in statuto di redigere un rendiconto di tutte le entrate (costituite da quote di iscrizione ed eventuali donazioni) e le spese (regolarmente documentate con fattura o ricevuta).
Avevamo in mente di compilarlo giorno per giorno, man mano che si verificano le entrate/spese.
Ora mi chiedo: è necessaria una forma particolare per la redazione di questo rendiconto? Ad es. deve essere redatto su un particolare registro da acquistare, oppure possiamo utilizzare un foglio excel o un normale quaderno?
A fine anno ci basterà il rendiconto oppure va redatto ed approvato un bilancio annuale? Se sì, sono necessarie delle forme particolari per la redazione/approvazione del bilancio?

2) Nello statuto abbiamo stabilito anche un fondo iniziale costituito da una donazione dei soci.
Le spese sostenute per la registrazione (ovvero il versamento di € 168 all'Agenzia delle Entrate e le marche da bollo acquistate) sono di fatto state recuperate proprio da quel fondo. E' regolare inserire nel rendiconto dell'associazione anche le spese sostenute per la sua registrazione? Oppure bisogna richiedere ai soci un ulteriore esborso per ripristinare il fondo iniziale?

Ringrazio anticipatamente. Un cordiale saluto.

risposta del Professionista

27/02/2013 10:17:05

Buongiorno Sig.ra Forlani,
le modalità di registrazione dei movimenti contabili e di redazione del rendiconto per una associazione del tipo da lei descritto, è totalmente libera.
Nella prassi si sono comunque consolidate forma di rendiconto adottate da molti enti, le consigli di visionare il sito del Centro Servizi Volontariato della Provincia di Varese, http://www.cesvov.it/servizifiscali.asp
nel quale potrà scaricare utili modelli in excel.

Ogni anno, avrete l'obbligo di redigere ed approvare in assemblea il rendiconto annuale.
Sono formalità essenziali per mantenere lo status di associazione, immagino che il vostro statuto dia tutte le indicazioni in merito.
Cordiali saluti
Antonio Sturaro

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