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Medico: se osserva le linee guida è responsabile?

del 19/06/2013

Cassazione penale, sez. IV, sentenza 09.04.2013 n° 16237

Un medico viene imputato di omicidio colposo per aver cagionato la morte di una paziente in seguito ad un intervento, effettuato in una clinica privata, durante il quale venivano lese la vena e l'arteria iliaca.

L'imputato, esecutore dell'atto chirurgico, disponeva il ricovero presso nosocomio attrezzato per un urgente intervento vascolare riparatorio, ma senza esito in quanto, sebbene l’operazione in laparotomia sia stata tempestiva, la paziente decedeva.

Secondo i Giudici di legittimità la nuova disciplina introduce due importanti punti: la distinzione tra colpa lieve e colpa grave, per la prima volta normativamente introdotta nell'ambito della disciplina penale dell'imputazione soggettiva; la valorizzazione delle linee guida e delle virtuose pratiche terapeutiche, a condizione che siano avvalorate dal sapere scientifico.

Tali novità, a parere della Corte, sono particolarmente importanti per due ordini di ragioni: in primo luogo, la colpa penale, sebbene in un contesto limitato, prende una duplice configurazione.

In secondo luogo si delinea, sotto il profilo applicativo, un indirizzo sia per il terapeuta, sia per il giudice, nel segno della documentata aderenza al più accreditato sapere scientifico e tecnologico.

Nella sentenza, inoltre, viene sottolineato come i nuovi tratti della disciplina legale non nascono dal nulla, ma scaturiscono da diversi ed accesi dibattiti teorico-giurisprudenziali e dalla “temperie di politica del diritto” sottostante, come ad esempio le istanze difensive della professione, le attese delle vittime, i problemi afferenti all'allocazione dei costi, il contemperamento tra esigenze terapeutiche e limitatezza dei bilanci pubblici.

La Corte conclude il punto evidenziando come, alla luce della nuova disciplina, assumono rilevanza penale esclusivamente le condotte connotate da colpa grave, poste in essere nell'attuazione in concreto delle direttive scientifiche, sancite dalle linee guida.

Insomma, nell'indicata sfera fattuale, la regola d'imputazione soggettiva è ora quella della (sola) colpa grave; mentre la colpa lieve è penalmente irrilevante.

Si è, quindi, verificato un tipico caso di abolitio criminis parziale, poiché si è in presenza di norma incriminatrice speciale che sopravviene e che restringe l'area applicativa della norma anteriormente vigente. Di ciò, secondo la Corte, deve tenersi conto anche ai fini della rideterminazione della pena.

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