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Inquinamento acustico: paga il costruttore

del 17/06/2013

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Inquinamento acustico: paga il costruttore

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 103/2013 depositata il 29 maggio, chi ha acquistato un immobile può richiedere il risarcimento dei danni al costruttore per i difetti legati al mancato rispetto dei requisiti acustici e di isolamento previsti dalla normativa. La normativa in materia di inquinamento acustico, in attesa del riordino della materia e dei decreti applicativi,  però non potrà trovare applicazione per chi ha acquistato successivamente al luglio 2009.

Il Tribunale di Busto Arsizio aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 15 comma lett. c) della Legge Comunitaria 2009 che aveva dato interpretazione all’art. 11 comma 5 della legge 7 luglio 2009 n. 88(  Legge Comunitaria 2008) nel senso di escludere, in attesa di appositi decreti attuativi, l’applicazione della disciplina sui requisiti acustici passivi degli edifici ai rapporti tra costruttori-venditori ed acquirenti.

La Corte Costituzionale è, dunque, intervenuta, dichiarando incostituzionale a causa della violazione dell’art. 3 Cost. la norma in questione, considerata una vera e propria sanatoria per i costruttori che avevano venduto sino a luglio 2009 immobili senza rispettare i valori di isolamento acustico previsti dalla normativa.

In particolare i giudici della Consulta hanno riconosciuto che “la retroattività della norma impugnata non trova giustificazione nella tutela di principi, diritti e beni di rilievo costituzionale”, andando ad incidere su rapporti ancora in corso e vanificando il legittimo affidamento di chi aveva acquistato immobili nel periodo di vigenza dell’art. 11 della Legge Comunitaria 2008, che prevedeva solo per il futuro la sospensione dell’applicazione delle norme sull’inquinamento acustico.

La norma impugnata, poi, contrasta, prosegue la Consulta, con il principio di ragionevolezza, producendo disparità di trattamento tra gli acquirenti in assenza di alcuna giustificazione e favorendo una parte ( i costruttori) a scapito dell’altra.

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