Via libera dalla Cassazione (sentenza n.7421/2013) ad espressioni offensive nei
confronti di chi fa politica.
Secondo gli Ermellini alcune espressioni pur
risultando 'pungenti' debbono considerarsi ammissibili se rivolte ad un uomo
politico.
Si può dare ad esempio del "dilettante allo sbaraglio' o del
"giocoliere" o ancora della "turista della politica" al
proprio avversario senza per questo commettere alcun reato.
Secondo la Corte è
normale quando si deve criticare l'operato di un politico l'utilizzo di
espressioni suggestive a forte impatto emotivo anche se queste possono risultare
oggettivamente offensive.
Ciò che conta è che le offese non trasmodino "in gratuita ed immotivata aggressione alla sfera privata del destinatario e non ne attinga l'onore, il decoro e la reputazione, che sono beni giuridici personali, tuttavia non vulnerati quando le espressioni adoperate investono una sua scelta politica".
