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Profili di illegittimità nella tenuta dei conti bancari

del 18/12/2012

Profili di illegittimità nella tenuta dei conti bancari

Gli istituti di credito, abituati, da sempre, ad agire  da una posizione di contraente forte, a volte gestiscono i rapporti bancari “contra legem”.


A questo spesso corrisponde un altrettanto abituale atteggiamento psicologico del cliente che ritiene di essere debole perché ha bisogno della Banca.


La violazione da parte delle Banche delle norme poste a tutela del cliente è costante e ripetuta nel tempo, approfittando della “ignoranza” dei clienti (quante persone sono in grado di leggere compiutamente un estratto conto o di verificare la correttezza del piano di ammortamento di un mutuo?), della paura che questi hanno di inimicarsi la banca e, infine, del vago senso di impotenza che, magari inconsapevolmente, assale chi si ritiene inadeguato a combattere un mostro potente, agguerrito e famelico.

 

La stragrande maggioranza degli imprenditori si sfinisce in estenuanti colloqui con il responsabile di filiale, che ripete all’infinito che le condizioni le detta la sede centrale (spersonalizzando così il rapporto e togliendosi ogni responsabilità); che la Banca, comunque, applica il contratto; che le variazioni al contratto sono state comunicate ed accettate; che Basilea 1, Basilea 2 e Basilea 3 impongono condizioni sempre più ferree; che la Banca d’Italia vigila e non consente eccezioni, etc., etc., etc..

 

Il risultato, alla fine, è che ci si riduce ad elemosinare un mezzo punto percentuale in meno di interessi, che il direttore ci farà cadere dal cielo. Senza promettere di riuscire, si impegna a perorare la nostra richiesta presso la direzione esponendosi personalmente.

 

Lo “sconto” sarà accordato. Salvo poi ricevere, dopo pochi mesi, una comunicazione di variazione delle condizioni contrattuali con l’aumento di uno dei tanti balzelli, e il conseguente azzeramento del “miracolo”.

 

Esiste ormai una consolidata giurisprudenza sanzionatoria, nei confronti delle Banche, per l’illegittima applicazione, nei conti correnti, dell’anatocismo, della Commissione di Massimo Scoperto e per il superamento del tasso soglia previsto dalla legge 108/96.

 

Tutti questi profili di illegittimità nella tenuta dei conti rende la banca attaccabile legalmente, sia civilmente (per la restituzione di quanto illecitamente addebitato) che penalmente (per il superamento del tasso soglia dell’usura).

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