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Contratto di lavoro e conversione a tempo indeterminato

del 17/12/2012

Contratto di lavoro e conversione a tempo indeterminato

L’art.1, c.9, lett.e) L.92/2012, con una modifica all’art.5, c.2, D.lgs. 368/01, ha aumentato il periodo in cui, scaduto il contratto a termine (anche prorogato), è possibile la prosecuzione di fatto del rapporto di lavoro, senza che operi la conversione in rapporto a tempo indeterminato.

La prosecuzione è ora consentita fino a 30 gg per contratti a termine di durata inferiore a 6 mesi e fino a 50 gg per i contratti di durata superiore ai 6 mesi.

A fronte di una prosecuzione di fatto del rapporto, la legge riconosce al lavoratore un incremento della retribuzione dovuta pari al 20% fino al 10° giorno di lavoro e pari al 40% per i successivi.

Il datore di lavoro deve comunicare al Centro per l’impiego competente, entro la scadenza del termine contrattuale, che il rapporto continuerà e la durata della prosecuzione (cfr. Decreto Min. Lav. GU 26.10.2012, in vigore dal 25/11/12 e nota Min.Lav.15322/12).

Il lavoratore potrà far valere in sede giudiziale la conversione a tempo indeterminato a partire dal 30° o 50° giorno di prosecuzione di fatto del lavoro, non rilevando, invece, tacendo la legge, l’eventuale mancata comunicazione preventiva al C.P.I..


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