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Riforma del Catasto, è dato via libera dalla Camera

del 16/10/2012

Riforma del Catasto, è dato via libera dalla Camera

L’11 Ottobre scorso, con 369 voti a favore, la Camera dei Deputati ha finalmente votato il disegno di legge per l’equità, la trasparenza e la stabilità fiscale che tra le altre cose andrà a riformare le regole di attribuzione delle rendite catastali dei fabbricati ormai desuete e superate ma ancora in vigore.

In particolare l'articolo 2 del disegno di legge dispone la revisione del catasto dei fabbricati al fine di migliorare i livelli di equità, perequazione e trasparenza delle informazioni reddituali e patrimoniali nel settore immobiliare. La riforma del catasto ha come scopo principalmente due obiettivi: pagare la tasse sugli immobili in base ai metri quadri e non più sui vani catastali e tenere conto del valore commerciale del bene superando i valori fiscali, categoria di valutazione ormai obsoleta e non in linea con la nuova situazione sociale ed economica.

Le nuove regole di calcolo saranno attuate dall’Agenzia del Territorio in collaborazione con i Comuni e i resoconti annuali ISTAT sull’andamento del mercato immobiliare, tenendo conto in particolar modo di:

-          determinazione dell’ambito territoriale ove si trova l’immobile

-          descrizione delle caratteristiche interne ed esterne

-          mercato immobiliare della zona

-          destinazioni d'uso catastali ordinarie e speciali

-          determinazione del valore patrimoniale medio ordinario

-          determinazione dei criteri di assegnazione della rendita media

-          determinazione dei criteri di aggiornamento periodico delle rendite e dei valori

Il testo di legge prevede anche l’abolizione del vecchio criterio di classificazione dell’immobile in base alla Categoria e alla Classe, mentre si fa strada una nuova definizione del valore dell'immobile o il reddito dello stesso in base alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie: le zone geografiche urbane verranno infatti suddivise in microzone che porranno distinzione per esempio tra zona residenziale, commerciale, artigianale, mista, di interesse pubblico, ecc.. in modo da caratterizzare il più possibile il tessuto urbano omogeneo nell’immediato intorno dell’immobile oggetto di classificazione. Per le abitazioni e gli uffici si utilizzerà come base di valutazione la superficie espressa in metri quadrati in luogo del vecchio “vano”. Per gli immobili di interesse storico la Commissione Firenze ha evidenziato alcuni criteri speciali di valutazione al fine di garantire una equa distribuzione del carico fiscale per il mantenimento di tali beni, tenendo conto dell’onerosità di manutenzione, i vincoli di utilizzo, i limiti di intervento.

L’introduzione di queste novità dovrebbe assicurare una maggiore aderenza alla realtà e quindi una maggiore trasparenza e meno sperequazione nel calcolo dell’IMU da pagare: lampante l’esempio di monolocali nei centri cittadini (con rendite catastali irrisorie) trasformati in lussuosi loft con prezzi esorbitanti, rispetto ad alcuni immobili, situati in zone meno pregiate, penalizzati magari dal numero elevato di vani con rendite non adeguate.

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