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Indebita percezione di erogazione e contributi

del 27/12/2017
CHE COS'È?

Indebita percezione di erogazione e contributi: definizione

L'indebita percezione di erogazioni e contributi è un reato previsto dall'articolo 316 ter del codice penale, secondo il quale deve essere punito con la reclusione da un minimo di 6 mesi a un massimo di 36 mesi chiunque ottenga in maniera indebita per sé o per un'altra persona dei mutui agevolati, dei finanziamenti, dei contributi o altre erogazioni dello stesso genere provenienti dallo Stato, dalle Comunità europee o da altri enti pubblici, per esempio attraverso la presentazione o l'utilizzo di documenti falsi o di dichiarazioni che attestino fatti non veri, ma anche tramite l'omissione di informazioni dovute. Nel caso in cui la somma che è stata percepita in maniera indebita non sia superiore a 3.999 euro e 96 centesimi, non è prevista la reclusione ma viene applicata unicamente una sanzione amministrativa, per un minimo di 5.164 euro, fino a un massimo di 25.822 euro. La sanzione, in qualsiasi caso, non può essere superiore a 3 volte la somma ottenuta. 


COME SI FA

In che cosa consiste l'indebita percezione di erogazioni e contributi?

L'indebita percezione di erogazioni e contributi pubblici viene sanzionata da quando è stato introdotto, con l'articolo 4 della legge n. 300 del 29 settembre del 2000, l'articolo 316 ter del codice penale. Il fatto che la sanzione applicata non possa essere superiore a 3 volte la somma ottenuta ha portato, nel corso del tempo, a interpretazioni improprie: a questo criterio diversi autori hanno attribuito una funzione limitatrice della massima sanzione, mentre molti hanno fatto notare il contrasto tra la sanzione edittale massima, pari a 25.822 euro, e il criterio limitativo relativo al triplo del contributo percepito in maniera indebita, che può arrivare a non più di 11.999 euro e 88 centesimi. 


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Che differenza c'è tra truffa ai danni dello Stato e percezione indebita di erogazioni e contributi pubblici?

L'articolo 640 bis del codice penale, relativa al reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, prevede la reclusione per un periodo compreso tra 1 e 6 anni per chi ottenga contributi, mutui agevolati o finanziamenti concessi dallo Stato, dalle Comunità europee o da altri enti pubblici in maniera fraudolenta. Qual è, allora, la differenza con l'indebita percezione? In entrambi i casi si ha a che fare con un reato di pericolo in cui il bene giuridico protetto è rappresentato dal patrimonio dello Stato, delle Comunità europee e degli enti pubblici. Il tentativo è possibile in tutti e due i casi e viene punito sulla base delle regole definite dall'articolo 56 del codice penale; in entrambe le circostanze la procedibilità è di ufficio. Chiunque può essere il soggetto attivo, mentre l'elemento soggettivo va individuato nel dolo generico, sia esso diretto o indiretto. La distinzione che entra in gioco, pertanto, riguarda l'elemento oggettivo. Nel caso della truffa aggravata, si tratta di una circostanza aggravante della truffa semplice, i cui elementi essenziali sono costituiti dal danno a contenuto patrimoniale altrui, dall'ingiusto profitto del reo, dall'errore della vittima e dall'induzione in errore. Nel caso della percezione indebita, il nucleo fondamentale della condotta va individuato nella presentazione di documenti falsi o nell'omissione di informazioni dovute; nel caso della truffa, il nucleo fondamentale della condotta va individuato nell'inganno. Perché ci sia un rapporto di causalità tra l'inganno e il danno patrimoniale, che costituisce l'evento, occorre che l'evento di danno sia stato determinato dalla condotta.
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