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Concorso di persone nel reato

Ordine degli Avvocati di Milano

Aggiornato al 12/01/2011

CHE COS'È

Il concorso di persone nel reato è quell’istituto previsto dalla legge penale secondo cui poter sanzionare con la medesima condanna tutti coloro che abbiano contribuito, anche in diverso modo ed anche marginalmente, alla commissione di un reato.
(Codice Penale – Articolo 110 e successivi)

Avvocato Barbara Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio legale Avvocato Barbara Rita Sartirana

COME SI FA

Chi sia stato informato dell’apertura di procedimento penale a proprio carico con riferimento al concorso di persone nel reato, dovrà in primo luogo visionare il fascicolo del procedimento - direttamente, oppure attraverso Legale incaricato - al fine di verificare il tipo di condotta attribuita e gli elementi sulla scorta dei quali possa ipotizzarsi una compartecipazione nel reato.
Sovente taluno ritiene – erroneamente - di non poter essere imputabile in quanto non avrebbe partecipato “attivamente” ad un reato commesso da altri. In realtà l’applicazione giurisprudenziale dell’istituto del concorso di persone nel reato, può portare in alcuni casi a condannare taluno come “compartecipe” anche per la mera presenza sul luogo del commesso reato.
Verificata compiutamente l’accusa, si potrà anche valutare se vi siano spiegazioni alternative e diverse della condotta imputata quale delittuosa e se vi siano possibilità di individuare eventuali attenuanti ad essa, quali, ad esempio, la minima partecipazione al fatto, prevista dall’art. 114 del Codice Penale, oppure la commissione di un reato diverso da quello inizialmente voluto da taluno dei partecipi.

CHI

Trattandosi di istituto chiarito e regolato per lo più dalle applicazioni concrete della Giurisprudenza, sarà utile consultarsi con un Avvocato penalista per valutare le strade più opportune da seguire nella propria difesa ed individuare quali elementi a difesa apportare, eventualmente anche attraverso indagini difensive.
La ritenuta sussistenza, da parte del Pubblico Ministero, dell’ipotesi di concorso di persone nel reato comporta la notificazione di avviso a tutti coloro che, a qualunque titolo, siano stati ritenuti “coinvolti” nell’azione criminosa, tanto da essere chiamati a risponderne penalmente al pari dell’agente principale. Tutti assumeranno parimenti il ruolo di indagato, prima, e di imputato, poi, con conseguente attribuzione di un avvocato d’ufficio, nel caso in cui non sia stato indicato un professionista di propria fiducia.

FAQ

Cambia la pena in base al numero di agenti che debbano rispondere per concorso di persone nel reato?

Sì, in quanto se le persone concorrenti nel reato sono cinque o più, si ravvisa un’aggravante di natura oggettiva; pertanto la pena prevista per il reato commesso sarà comunque aumentata per tutti i compartecipi. 

Che pena è prevista per chi è chiamato a rispondere di un reato per concorso di persone nel reato?

L’art. 110 del Codice Penale è chiaro nell’attribuire a taluno la medesima pena edittale (prevista dalla legge) per tutti coloro che abbiano partecipato alla commissione di un reato. Gli articoli successivi prevedono, tuttavia, una serie di casistiche secondo le quali il concorrente nel reato potrà vedersi la pena aggravata od attenuata rispetto agli altri, sulla scorta di qualità oggettive o soggettive, nonché modalità della propria azione.  A ciò si aggiunga il Potere discrezionale del Giudice nell’applicazione della pena, che potrà ulteriormente tener conto di casistiche non “codificate”, al fine di ulteriormente aumentare o diminuire la condanna da infliggersi.

Che tipo di azione può portare a rispondere di un reato a titolo di concorso di persone nel reato?

Può essere valutato dal Giudice, a tal fine, qualsiasi contributo, di partecipazione materiale, o anche solo di partecipazione morale, senza il quale il reato non si sarebbe potuto commettere. E’ sufficiente anche solo una condotta “agevolatrice” (nel senso che semplicemente faciliti la commissione del reato di altri – reato che, senza la condotta di agevolazione, sarebbe ugualmente stato commesso ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà), essendo la disciplina del concorso di persone nel reato volta-proprio a rendere punibili quelle condotte che, altrimenti, da sole non sarebbero punibili in quanto “atipiche”.

Cosa accade se viene infine commesso un reato diverso da quello inizialmente previsto e voluto dai partecipi del concorso di persone nel reato?

Anche se il reato è diverso da quello inizialmente voluto da taluno dei concorrenti, anch’egli ne risponde a titolo di concorso di persone nel reato. La pena, però, può essere diminuita riguardo a chi non prevedeva e non voleva il reato più grave.

Cosa si intende per Concorso morale?

Trattasi pur sempre di una tipologia di concorso di persone nel reato, nell’ipotesi in cui l’azione del concorrente non si sia esplicitata in una vera e propria azione partecipativa al crimine, bensì sia consistita in un appoggio psicologico per la commissione di esso. E’ il caso, ad esempio, di chi assista visibilmente compiaciuto alla commissione di un reato (ad esempio di rissa o di danneggiamento), tanto da appoggiare psicologicamente i rei, inducendoli nel perseverare nel proprio agire.

E se la persona non imputabile è stata indotta a commettere il reato da altri che, però, non hanno poi partecipato all’azione?

In tal caso, pur avendo agito di fatto la sola persona non imputabile, laddove il Giudice accerti che vi sia stata, a monte, una coazione da parte di altri, potrà applicare in ogni caso l’istituto del concorso di persone nel reato e condannare gli altri, capaci di intendere e di volere, attribuendo loro un aumento di pena rispetto a quella prevista dalla legge per il reato commesso dalla persona incapace. Tale aumento di pena sarà ancor più consistente nel caso in cui chi abbia determinato altri a commettere il reato ne sia il genitore o l’esercente la potestà genitoriale.

E se la persona non imputabile è stata indotta a commettere il reato da altri che, però, non hanno poi partecipato all’azione?

In tal caso, pur avendo agito di fatto la sola persona non imputabile, laddove il Giudice accerti che vi sia stata, a monte, una coazione da parte di altri, potrà applicare in ogni caso l’istituto del concorso di persone nel reato e condannare gli altri, capaci di intendere e di volere, attribuendo loro un aumento di pena rispetto a quella prevista dalla legge per il reato commesso dalla persona incapace. Tale aumento di pena sarà ancor più consistente nel caso in cui chi abbia determinato altri a commettere il reato ne sia il genitore o l’esercente la potestà genitoriale.

E se nel concorso di persone nel reato è stata coinvolta una persona non imputabile o non punibile?

Naturalmente, delle condizioni soggettive il Giudice terrà conto nella valutazione della posizione personale di ciascuno dei correi; conseguentemente, se ravviserà l’incapacità personale di qualcuno nel rispondere delle proprie azioni (ad esempio per vizio totale di mente o per età inferiore agli anni 14), ad esso NON applicherà la condanna prevista dall’articolo 110 Codice Penale per il concorso di persone nel reato.

E’ previsto un aumento di pena per chi abbia organizzato il concorso di persone nel reato?

Sì, la condanna sarà aggravata per tutti coloro che nel concorso di persone nel reato si siano distinti quali promotori, organizzatori od abbiano diretto le attività degli altri, così come per chi, nell’esercizio della propria posizione di autorità, direzione o vigilanza, abbia determinato a commettere il reato le persone allo stesso normalmente soggette.

Può ravvisarsi concorso di persone nel reato di false fatturazioni in capo al commercialista incaricato della contabilità?

La giurisprudenza è giunta a ritenere corresponsabile del reato di falsa fatturazione per operazioni inesistenti il commercialista nel cui studio erano state rinvenute numerose fatture non contabilizzate dalle ditte emittenti ma annotate in quella del proprio cliente (imputato) e risultate, poi, fittizie. Nel medesimo studio era stato rinvenuto un timbro identico a quello riportato sulle false fatture. Vero è, infatti, che, ai sensi dell’art. 9 D.Lgs. n. 74 del 2000 è esclusa la configurabilità del concorso tra chi ha emesso e chi ha usufruito della falsa fattura - al fine di evitare che la medesima condotta sostanziale possa essere punita due volte per evasione d’imposta. Tuttavia detta esclusione non opera relativamente alla possibilità che si possa ravvisare, in capo ad ulteriori soggetti, un'ipotesi generica di concorso di persone nel reato ex art. 110 Codice Penale.

Si può parlare di concorso di persone nel reato anche nel caso in cui il reato non sia stato commesso con dolo, ma si tratti di delitto colposo?

Sì, si può rispondere di concorso di persone nel reato anche nel caso in cui un evento sia stato causato da semplice colpa attribuibile a persone diverse. Tutte saranno, pertanto, soggette alla pena prevista per il reato commesso per errore od omissione (es. lesioni colpose, omicidio colposo).

Un esempio di concorso di persone nel reato?

Per esemplificare l’istituto del concorso di persone nel reato, sovente si ricorre al detto: “Non è ladro solo chi ruba, ma anche chi tiene il sacco”, ciò a significare che potrà rispondere a titolo concorsuale anche solo chi avrà agevolato una condotta criminosa di altri. Così risponderà del reato di rapina anche chi abbia semplicemente atteso all’esterno con funzione da “palo”; del reato di furto aggravato anche chi abbia solo aiutato l’autore principale ad allontanarsi con la refurtiva; del reato di bancarotta fraudolenta anche chi non abbia materialmente distratto i beni od il denaro dalla società, ma abbia reso ciò possibile mediante falsificazione di bolle o fatture, e vice versa.


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