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Vendita e cessione di sostanze stupefacenti

del 02/01/2012
CHE COS'È?

Vendita e cessione di sostanze stupefacenti: definizione

La vendita e cessione di sostanze stupefacenti è una delle condotte delittuose previste quale reato dall'articolo 73 decreto del Presidente della Repubblica 309/90 (Testo Unico sulle sostanze stupefacenti).
Commette reato chiunque, al di fuori dei casi espressamente autorizzati dalla legge (articolo 17 decreto del Presidente della Repubblica 309/90), venda o ceda a terzi determinate sostanze stupefacenti prodotte da altri e da questi immesse sul mercato.
La previsione della fattispecie penale è assai ampia nel ricomprendere le condotte di vendita, sanzionando anche la mera offerta o messa in vendita, prima ancora della cessione e della consegna a taluno, ed anche a titolo gratuito.

(Decreto del Presidente della Repubblica 309/90 e successive modificazioni, articoli 73, 74, 80)

Avv. Barbara Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avvocato Barbara Rita Sartirana

COME SI FA
E' un reato molto grave, procedibile d'ufficio.
Solitamente individuato dopo attente indagini di Polizia Giudiziaria, cui chiunque, in qualunque momento, potrà fornire elementi utili per individuare i trasgressori. La disciplina penale con riferimento agli illeciti legati alle sostanze stupefacenti è individuabile nel cosiddetto “Testo Unico” sulle sostanze stupefacenti, ossia il decreto del Presidente della Repubblica 309 del 1990.
Per completezza della presente voce, si rimanda anche a quanto già esposto sul tema alla voce "Produzione e traffico di sostanze stupefacenti".

CHI
Il decreto del Presidente della Repubblica 309/90 presenta, dunque, innumerevoli questioni sostanziali e procedurali da affrontarsi in ogni stato e grado dei procedimenti penali. Per tale ragione è consigliabile rivolgersi ad un avvocato penalista, considerata anche la gravità delle sanzioni penali che per tali fatti derivano. 
In alcuni casi potrà anche risultare utile sarà anche avvalersi di esperti periti chimici tossicologi per verificare le perizie sulle sostanze e le loro qualità (grado di purezza, numero di dosi ricavabili, presenza dei principi attivi nelle Tabelle del Ministero della Sanità e rispondenza delle sostanze analizzate al principio tabellare per la configurazione del reato).

FAQ

Può rispondere del reato di vendita di sostanze stupefacenti anche il semplice intermediario, che non abbia avuto il contatto materiale con la sostanza?

Sì, in quanto tale azione è ricompresa nella condotta del "procurare ad altri", con la quale l'articolo 73 decreto del Presidente della Repubblica 309/90 consente di punire qualunque azione di chiunque finalizzata a provocare l'acquisto, la vendita o la cessione di droga da parte di terzi.

La detenzione di una certa quantità di sostanza e la successiva messa in vendita della stessa, comporta due condanne per l'articolo 73 decreto del Presidente della Repubblica 309/90?

Nel caso ciò avvenga in un medesimo contesto, la pena applicabile sarà unica, per un solo reato, in quanto trattasi di un unico fatto concreto che integra contestualmente più azioni tipiche, previste in maniera alternativa dall'articolo 73, che è norma a fattispecie plurima.Se il medesimo soggetto ha detenuto la medesima sostanza stupefacente, cedendola poi a terzi, nel medesimo contesto ed in brevissimo tempo, le condotte illecite minori possono perdere la loro individualità per essere assorbite nell'ipotesi più grave.La Giurisprudenza di merito ha ritenuto, tuttavia, che possa ravvisarsi un'autonoma ed ulteriore ipotesi di reato, nonostante la brevità del tempo intercorso tra detenzione e vendita di tutto o parte del quantitativo acquistato. Ha ritenuto integranti distinte condotte di reato considerando che la contestualità dello scambio non esclude che ciascun fatto cagioni autonomi eventi di pericolo, determinati da più azioni sorrette da autonome espressioni di volontà, persino quando poste in essere in esecuzione di un unico disegno criminoso (reato continuato- articolo 81 codice penale).

Può la Polizia Giudiziaria nelle proprie attività sotto copertura vendere sostanza stupefacente?

No, la vendita di sostanze stupefacenti non rientra tra le attività sotto copertura scriminate dalle finalità di indagini (articolo 97 decreto del Presidente della Repubblica 309/90) diversamente dall'acquisto. In tal caso gli ufficiali di polizia giudiziaria non potranno essere sentiti nel processo quali testimoni, ma, assumeranno la qualità di coimputati in procedimento connesso o collegato.

Quali attività illecite della Polizia Giudiziaria possono godere di scriminante?

Per lo svolgimento delle attività sotto copertura concernenti i delitti previsti presente Testo Unico in materia di stupefacenti si applicano le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge 16 marzo 2006 n. 146, che consente a particolari settori di Polizia Giudiziaria e previo ottenimento di determinate autorizzazioni, la possibilità di: dare rifugio o comunque prestare assistenza agli associati, acquistare, ricevere, sostituire od occultano denaro, armi, documenti, sostanze stupefacenti o psicotrope, beni ovvero cose che sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato o altrimenti ostacolano l’individuazione della loro provenienza o ne consentono l’impiego o compiono attività prodromiche e strumentali.

Lo spaccio in prossimità di centri per tossicodipendenti può comportare una aumento di pena?

Si, addirittura è fattispecie rientrante nella particolare aggravante dell'articolo 80 poiché è attività che denota particolare allarme e pervicacia, in quanto diretto a persone già deboli poiché soggette a programmi di cura e di riabilitazione che possono con tale condotta venir compromesse.

Le pene sono aumentate in caso di commissione del reato in forma associativa?

Assolutamente sì. L'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti è fattispecie espressamente prevista all'articolo 74 decreto del Presidente della Repubblica 309/90.

Quando si configura un'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti?

Se le attività illecite inerenti le sostanze stupefacenti sono esplicate in forma organizzata e ripetuta, fra tre o più persone, si configurerà un'associazione, con la conseguente applicazione di gravi aumenti di pena previsti dall'articolo 74 decreto del Presidente della Repubblica 309/90 (quanto meno non inferiore a 10 anni per i soli partecipi, oltre il doppio per gli altri).

Quando si può dire "organizzata" un'attività di vendita di sostanze stupefacenti?

E' sufficiente la predisposizione di mezzi anche rudimentali (quanto a luoghi, suddivisione di ruoli tra i partecipi, mezzi di trasporto o modalità di confezionamento) purché sia rilevabile una certa stabilità del legale tra i compartecipi al reato.La Giurisprudenza sul tema è vastissima ed ha affrontato innumerevoli aspetti, offrendo di volta in volta interpretazioni tese sempre più ad estendere l'applicazione dell'articolo 74 decreto del Presidente della Repubblica 309/90 anche per gruppi ridotti ed anche per pochi episodi dimostrati in giudizio.

Può essere ravvisata un'associazione anche tra venditore ed acquirenti?

Sì, la Giurisprudenza ha ravvisato la sussistenza dell'associazione di cui all'articolo 74 decreto del Presidente della Repubblica 309/90 nel caso in cui il rapporto sia stabile e la vendita effettuata avvalendosi consapevolmente e continuativamente delle risorse dell'organizzazione e con la coscienza di farne per ciò parte.

Se la sostanza stupefacente viene rinvenuta in possesso di uno degli occupanti di un'auto anche gli altri debbono risponderne?

Può essere che anche gli altri ne siano chiamati a rispondere a titolo di Concorso nel reato (articolo 110 codice penale), per cui valgono tutte le relative regole anche per l'individuazione dell'elemento psicologico.

E se viene trovata in un appartamento o ad una festa, cui hanno accesso più persone?

Anche in questo caso occorrerà indagare chi degli aventi accesso all'appartamento od alla festa potesse avere interesse a detenere o anche solo ad agevolare la detenzione della sostanza da parte di altri, sì da configurare la coscienza e volontà (dolo) di concorrere nel reato (concorso di persone nel reato).

Può ritenersi sussistente in un processo il reato di vendita e cessione di sostanze stupefacenti anche se la sostanza non sia mai stata rivenuta da parte della Polizia Giudiziaria?

Sì, se ricavabile univocamente da altri elementi probatori. E' il caso ad esempio, di intercettazioni di conversazioni tra gli imputati per accordi sulla scambio di sostanze e la successiva osservazione di incontri tra i medesimi. Oppure il caso di ritrovamento di consistenti ingiustificate somme di denaro contante e sostanze da taglio e dichiarazioni da parte di taluni acquirenti.

In assenza di osservazione dello scambio della sostanza stupefacente, quali sono gli elementi concreti che possono far ritenere sussistente il reato di Vendita di sostanze stupefacenti?

Sono da considerarsi indici univoci della destinazione alla vendita di sostanze stupefacenti la varietà delle sostanze rinvenute (dalla cocaina all'hashish all'eroina), il possesso di strumenti per la pesatura delle stesse, l'immediata disponibilità di contante per un ammontare rilevante, il ritrovamento di consistenti quantitativi di sostanza o di bigliettini con nominativi dei presunti acquirenti e conteggi dare - avere.

Anche la mera detenzione di sostanze stupefacenti è punita secondo le pene dell'articolo 73 decreto del Presidente della Repubblica 309/90?

Sì se il soggetto venga trovato in possesso di un quantitativo di sostanze stupefacenti superiore a quello fissato con Decreto del Ministero della Salute in data 11 aprile 2006, pari nel massimo a 250 milligrammi (in continuo aggiornamento). E ciò a prescindere dal rinvenimento del materiale destinato alla suddivisione dello stupefacente in dosi, quali ad esempio il bilancino di precisione, il rotolo di carta argentata e il rotolo di pellicola trasparente. Ma solo in quanto rientrante nel divieto di cui all'articolo 73 comma 1 bis, lettera a).

E' applicabile l'indulto di cui alla legge n. 241/2006 ai delitti previsti dall'articolo 73 decreto del Presidente della Repubblica 309/90?

No, se sia stata formalmente contestata l'ipotesi aggravata di cui all'articolo 80 e ciò anche nel caso in cui le circostanze attenuanti siano state ritenute prevalenti, con la conseguente disapplicazione del relativo aumento di pena quale risultato del giudizio di comparazione. E ciò al contrario di quanto previsto in passato in analoghe occasioni.

Il fatto di avere in corso un programma di riabilitazione finalizzato alla disintossicazione ed all'allontanamento dall'uso di droghe, può rilevare per evitare la carcerazione?

Sì se il programma è serio (e non preordinato) e certificato dalle strutture riconosciute e dai Ser.T. territorialmente competenti. In particolare, l'adesione o la prosecuzione ad un programma terapeutico potrà, da un lato, sostituire la custodia cautelare in carcere, in attesa del processo (articolo 89 decreto del Presidente della Repubblica 309/90); dall'altro consentire di scontare la pena comminata (se inferiore ai 6 anni), in affidamento terapeutico, sotto la supervisione del Magistrato di Sorveglianza (articoli 90-94 decreto del Presidente della Repubblica 309/90).

Vi sono previsioni di reato con riferimento a sostanze stupefacenti classificate a livello europeo?

Si, sono state previste nel particolare allegato III al decreto del Presidente della Repubblica 309/90, introdotto dal decreto legislativo 24 marzo 2011, n. 50 in seguito alle modifiche apportate in tema di sostanze classificate come “precursori di droghe”, e ciò in attuazione della normativa Europea (Regolamenti CE NN.273/2004,, 111/2005, 1277/2005, 29+7/2009).

Seguono condanne penali anche per la commercializzazione di sostanze chimiche di base?

Sì, sono previste dall'articolo 73 comma 2 in seguito all'introduzione dell'allegato III e le pene sono le medesime per chi, munito dell'autorizzazione, illecitamente cede, mette o procura che altri metta in commercio le sostanze o le preparazioni indicate nelle tabelle I e II (reclusione da sei a ventidue anni e con la multa da euro 26.000 a euro 300.000).Inoltre l'articolo 70, nuova formulazione prevede una serie sanzioni, sia penali che amministrative, per chi dotato di autorizzazioni, ecceda i limiti nelle forme di volta in volta indicate dall'articolo 70.
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