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Rimozione o omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro

del 29/06/2016
CHE COS'È?

Rimozione o omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro: definizione

La rimozione o omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro è un reato disciplinato dall'articolo 437 del Codice Penale, che stabilisce che debba essere punito con la reclusione per un periodo che va da un minimo di sei mesi a un massimo di cinque anni chiunque rimuova, danneggi o ometta di collocare segnali, apparecchi e impianti destinati a evitare infortuni o disastri sul lavoro. La pena aumenta nel caso in cui tale condotta provochi un infortunio o un disastro effettivi, e va dai tre ai dieci anni di reclusione. Ovviamente, anche se l'articolo in questione parla di "chiunque", è chiaro che si tratta di un reato proprio, almeno per ciò che riguarda l'omissione delle cautele, visto che sono solo specifiche categorie di soggetti ad avere l'obbligo di predisporre le misure indispensabili per assicurare la prevenzione contro gli infortuni sul lavoro: il riferimento è ai dirigenti e ai datori di lavoro, oltre a tutti i preposti effettivamente in possesso dei titoli per la messa in pratica dei sistemi di sicurezza.


COME SI FA

Che cosa si intende quando si parla di infortuni sul lavoro?

Un infortunio sul lavoro presuppone una alterazione o una lesione nell'organismo dovute a una causa violenta e derivanti dallo svolgimento dell'attività di lavoro: non deve essere confuso con la cosiddetta malattia professionale. 

In cosa consiste l'omissione dolosa?

Come precisato dalla sentenza n. 28850 del 2009 della Corte di Cassazione, perché si possa configurare il reato di omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro l'omissione dolosa include anche il mancato e volontario ripristino di apparecchi antinfortunistici non più efficaci in seguito a una manomissione precedente.


CHI

I datori di lavoro e tutti coloro che sono tenuti a occuparsi della sicurezza sul posto di lavoro e della prevenzione degli infortuni.


FAQ

1. Qual è la ratio legis?

La ratio legis di questa norma è la tutela della sicurezza sui posti di lavoro e la prevenzione rispetto a qualunque pericolo derivante dal danneggiamento, dalla rimozione o dall'omissione di presidi antinfortunistici. Il bene giuridico che viene tutelato, come sottolinea la sentenza n. 12464 del 2007 della Cassazione, riguarda la sicurezza sul lavoro anche per un singolo lavoratore o per una comunità di lavoratori ristretta, anche perché gli infortuni sul lavoro nella maggior parte dei casi chiamano in causa non collettività di persone indistinte ma soggetti singoli. 

2. Che cos'è, in breve, la sicurezza sul lavoro?

Il concetto di sicurezza sul lavoro è meno vago e astratto di quel che si possa pensare, visto che ha a che fare con l'insieme delle misure preventive che devono essere adottate per fare in modo che i luoghi di lavoro possano essere resi sicuri e salubri. Nel nostro Paese, la normativa di riferimento va individuata nel D. Lgs. n. 81 del 2008, il cosiddetto Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, che è entrato in vigore a partire dal 15 maggio del 2008, così come nel D. Lgs. n. 106 del 2009 che contiene le disposizioni correttive relative. Attraverso il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro l'Italia ha recepito le direttive europee riguardanti la salute dei lavoratori e le ha coordinate in un testo normativo unico, che ha preso il posto di quelli precedenti (l'ultimo dei quali era stato il D. Lgs. n. 626 del 1994), prevedendo anche sanzioni specifiche da applicare nei confronti dei soggetti inadempienti.
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