CERCA UN PROFESSIONISTA
CERCA NELL'ENCICLOPEDIA
 

Redazione del libro inventari

Argomento:

Contabilità

Aggiornato al 25/01/2012

CHE COS'È
Il libro inventari è un adempimento posto a carico dell’imprenditore che esercita un’attività commerciale, disciplinato dagli articoli 2214 e 2217 del codice civile. Esso svolge la funzione di dare evidenza della situazione economica e patrimoniale dell’impresa con riferimento ad un determinato periodo, fornendo un'informazione dettagliata (quantitativamente e qualitativamente) delle attività e delle passività dell’impresa.
L’inventario deve contenere:
  • l’indicazione e la valutazione analitica degli elementi patrimoniali attivi e passivi;
  • la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore e il valore attribuito a ciascun gruppo;
  • il bilancio e il conto dei profitti e delle perdite.
Le carenze del libro inventario, come la mancanza di alcune pagine o l’omessa redazione dell’inventario delle rimanenze, sono considerate di tale gravità da giustificare il ricorso all’accertamento induttivo, determinando pertanto l’inattendibilità della contabilità.
L’inventario deve redigersi all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno, avendo come data di riferimento il termine dell’esercizio; la redazione va effettuata entro i 3 mesi dalla scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Il libro degli inventari può essere tenuto usando libri, moduli continui o fogli singoli mobili (in quest’ultimo caso la pagina deve essere intestata con denominazione sociale, partita Iva e/o codice fiscale). La numerazione dei registri può avvenire per pagina, per foglio e per facciata scrivibile; deve essere effettuata direttamente dal contribuente in modo progressivo per anno (con modalità 1/20XX, 2/20XX, eccetera). Le società con esercizio non solare indicano accanto al numero di ciascuna pagina il primo dei due anni di contabilità.
Deve essere sottoscritto dall’imprenditore (dall’amministratore unico o dai membri del consiglio di amministrazione) che in tal modo si assume la responsabilità del suo contenuto; la mancanza della sottoscrizione rende inesistente ai fini giuridici il documento stesso.
Con l’introduzione della legge n. 383 del 18 ottobre 2001 articolo 8, che ha modificato l’articolo 2215 del codice civile, il libro degli inventari non è più soggetto all’obbligo di bollatura e vidimazione iniziale; va versata l’imposta di bollo ogni 100 pagine o frazioni, per un importo di euro 14,62 (soggetti IRES) o di euro 29,24 (società di persone e imprese individuali). L’adempimento può essere assolto apponendo la marca da bollo alla prima pagina o mediante pagamento con modello F23. Il libro fa prova solo se regolarmente bollato. Un’ulteriore possibilità è rappresentata dal redigere e tenere l’inventario con strumenti informatici, nel rispetto di determinate formalità (marca temporale, firma digitale)
È obbligatorio conservare il libro inventari per 10 anni dalla data dell’ultima registrazione o fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta.
I soggetti in contabilità semplificata provvederanno a riportare in calce al registro Iva acquisti il valore delle rimanenze e i criteri utilizzati per la loro valutazione.
Vi è poi l’inventario cosiddetto “straordinario”, ossia un documento che viene redatto in occasione di determinati eventi, come ad esempio per le operazioni straordinarie.

Dott. Marco Corbella
Collaboratore di studio
Studio Oggioni & Partners
COME SI FA
L’inventario è composto da tre parti:
  1. dettaglio delle attività e passività dell’impresa;
  2. indicazione dei criteri di valutazione adottati per la stima delle poste indicate al primo punto;
  3. copia del bilancio con il conto dei profitti e delle perdite: per le società di capitali si riporterà il bilancio con la nota integrativa; negli altri casi verrà riportato il rendiconto della gestione.
Pertanto, sulla base del bilancio si procede a dettagliare analiticamente le voci che lo compongono (nelle valutazioni di bilancio l’imprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle società per azioni). Essendo un documento annuale, non sarà necessario riportare i dettagli dell’esercizio precedente, ma si procederà indicando “saldo a nuovo/iniziale”. Le informazioni che si andranno a fornire sono di 2 tipi:
  • di dettaglio: non vi è “saldo a nuovo”; per tali conti si procede ad una elencazione analitica (ad eempio n. fattura, data, fornitore/cliente e oggetto - descrizione bene o prestazione).
  • movimentazione: partendo dal “saldo a nuovo”, si descrivono analiticamente le variazioni (incrementi/decrementi) intervenute nel corso dell’esercizio.
Prendendo le voci dello Stato Patrimoniale previste dal codice civile, si procederà:
ATTIVO:
  • A) CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI: di dettaglio;
  • B) IMMOBILIZZAZIONI: movimentazione;
  • C) ATTIVO CIRCOLANTE: di dettaglio;
  • D) RATEI E RISCONTI ATTIVI: di dettaglio.

PASSIVO:
  • A) PATRIMONIO NETTO: movimentazione;
  • B) FONDO PER RISCHI E ONERI: movimentazione;
  • C) FONDO TFR: movimentazione;
  • D) DEBITI: di dettaglio;
  • E) RATEI E RISCONTI PASSIVI: di dettaglio
Si segnala che la risoluzione n. 2/1109-74 del 5/4/75 ha riconosciuto la possibilità, per le informazioni “di dettaglio”, di indicare il solo ammontare complessivo, senza quindi provvedere a riportare l’elenco analitico degli stessi. Tali informazioni dovranno comunque essere a disposizione dell’Ufficio in sede di accessi, ispezioni o verifiche; pertanto è opportuno tenere estrazioni o report contabili quali partitari, liste clienti e fornitori eccetera.
CHI
A norma dell’articolo 2214 del codice civile, sono tenuti alla redazione del libro inventari gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale. È nel decreto del Presidente della Repubblica 600 del 29 settembre 1973 che vengono indicate le società, gli enti e gli imprenditori commerciali che debbono effettuare tale adempimento (1° comma articolo 13):
  • a) le società soggette all’imposta sul reddito delle persone giuridiche;
  • b) gli enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche, nonché i trust, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • c) le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e le società ad esse equiparate ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 597/1973 (ora articolo 5 decreto del Presidente della Repubblica 917/1986);
  • d) le persone fisiche che esercitano imprese commerciali ai sensi dell’articolo 51 del decreto indicato alla lettera precedente.

Questa spiegazione ti è stata utile?
Vuoi collaborare a migliorare il contenuto? La spiegazione..

STUDI COMPETENTI SULLA VOCE

Consulenti Finanziari

Dott.ssa Sara Mazza

C.so Cairoli, 12
10123 Torino (TO)
Tel. 3478623237

sara@nisabasolution.com - www.nisabasolution.com

Commercialisti

Daneluzzi Rag. Plinio

via Molino, 22
30020 Gruaro (VE)
Tel. 0421206313 - Fax. 0421208131

studio.daneluzzi@gmail.com

Commercialisti

Alessio Dr. Franco Dottore Commercialista

Via Roma, 175
15033 - Casale Monferrato (AL)
Tel. 014275733 - Fax. 014275733

info@studio-alessio.it - www.studio-alessio.it

IN EVIDENZA
Bilancio, Regimi fiscali, Dichiarazioni dei redditi, Società in nome collettivo, Società in accomandita semplice, Società a responsabilità limitata, Società per azioni, Gruppi societari, Revisione, Operazioni straordinarie
CALCOLO MINI IMU
Inserisci la tua rendita
catastale e procedi al
Calcolo Mini IMU →







VOCI CORRELATE

Contabilità: sopravvenienze passive
Aggiornato al 15/11/2012


Principi contabili OIC
Aggiornato al 12/11/2012


Contabilità: ammortamenti
Aggiornato al 31/03/2011


Contabilità: interessi passivi
Aggiornato al 29/11/2011


Contabilità: minusvalenze patrimoniali
Aggiornato al 31/03/2011


[x] chiudi

Contabilità: tenuta
Aggiornato al 20/09/2011



FEED
SHARE
Scrivici  per informazioni sul servizio
La redazione è offline