Il Professionista su misura per te
o richiedi una
Chiedi una Consulenza o Preventivo Gratuito

Accertamento di conformità

del 11/10/2011
CHE COS'È?

Accertamento di conformità: definizione

L’accertamento di conformità, disciplinato dall’articolo 36 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico dell’edilizia), che riprende il previgente articolo 13 legge n. 47/85, ad eccezione dell’attuale rinvio ai poteri del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale anziché del sindaco, è lo strumento attraverso il quale l’ordinamento consente la sanatoria di abusi edilizi “formali”, ossia di opere realizzate in assenza di permesso di costruire o in difformità da esso, per esempio in mancanza di denuncia di inizio attività o in difformità da essa (sono quindi esclusi gli abusi edilizi “sostanziali”, ossia gli interventi realizzati non solo senza titolo, ma anche su aree inedificabili, oppure in eccesso rispetto alla volumetria consentita o per l’insediamento di destinazioni d’uso non previste dalla disciplina urbanistica o, ancora, in contrasto con le prescrizioni edilizie di legge o regolamentari.
Questi abusi non possono essere sanati se non con i provvedimenti di condono edilizio, che è completamente differente dall’accertamento di conformità.
La condizione per il rilascio del permesso in sanatoria è che gli interventi abusivi siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al tempo di realizzazione degli interventi medesimi, sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria (cosiddetta "doppia conformità").

Avv. Giorgio Benedetti
Ordine degli Avvocati di Ancona
Andreano Studio Legale S.t.P.

COME SI FA
Per ottenere il permesso in sanatoria occorre presentare al competente ufficio comunale apposita istanza a firma del responsabile dell’abuso o dell’attuale proprietario dell’immobile, accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato, che asseveri la “doppia conformità” delle opere, e dagli opportuni elaborati progettuali (generalmente: progetto ante e post opera, atto di acquisto dell’immobile, documentazione catastale, eccetera).
Quanto ai termini per la presentazione dell’istanza, l’articolo 36 Testo Unico dell’edilizia prevede una pluralità di scadenze, che comunque la dottrina intende come meramente sollecitatorie e non perentorie, dal momento che la presentazione dell’istanza in sanatoria è consentita fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative. Una volta presentata la domanda di sanatoria, l’ufficio comunale ha sessanta giorni di tempo per pronunciarsi: decorso tale termine la domanda si intende respinta (tale condotta integra una ipotesi di “silenzio significativo”, che ha natura di atto tacito di reiezione dell’istanza).
Secondo alcune sentenze dell’autorità amministrativa è possibile la ripresentazione dell’istanza in sanatoria a condizione che si basi su elementi nuovi in precedenza non valutati dall’amministrazione.
Il rilascio del permesso in sanatoria è comunque subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, di una somma di denaro pari al contributo di costruzione in misura doppia, ovvero, nei casi di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella normale.
Nell’ipotesi di intervento edilizio realizzato in parziale difformità l’oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso.

CHI
Secondo l’articolo 36 Testo Unico edilizia, i soggetti titolari del diritto a chiedere il permesso in sanatoria sono il responsabile dell’abuso o l’attuale proprietario dell’immobile, ma alcune leggi regionali estendono la possibilità anche agli altri “aventi diritto”, formula che, tuttavia, ha creato difficoltà interpretative sull’effettiva estensione dei soggetti abilitati.

FAQ

L’opera abusiva è conforme alla disciplina vigente al momento della presentazione della domanda, ma non a quella vigente al momento della realizzazione della stessa: è possibile ottenere ugualmente il permesso in sanatoria?

No, poiché la norma prevede espressamente il requisito della doppia conformità, ossia che l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.Tuttavia, un orientamento divenuto con il tempo minoritario, nonostante sparute recenti pronunce, anche del Consiglio di Stato, di senso contrario, prevedeva la possibilità di conseguire la cosiddetta "sanatoria giurisprudenziale", ossia una legittimazione dell’opera originariamente abusiva, perché in contrasto con le norme vigenti al momento della sua realizzazione, ma divenuta successivamente non contrastante con le norme vigenti al momento della richiesta di sanatoria.Ciò in quanto violerebbe i principi di buon andamento ed economia dell’azione amministrativa, nonché di proporzionalità, la decisione di demolire un manufatto che potrebbe poi essere ricostruito nella stessa forma e consistenza. Senonché, numerose sentenze, riallacciandosi al dato letterale della norma, hanno preferito privilegiare il principio di legalità, in base al quale non è possibile dare ingresso nell’ordinamento a provvedimenti o strumenti non previsti dalla legge.

È possibile compiere sull’immobile abusivo interventi per renderlo conforme alla disciplina vigente sia al tempo di realizzazione degli interventi sia di presentazione della domanda di sanatoria con l'intento di chiedere poi il permesso in sanatoria?

No. La giurisprudenza considera oggi la cosiddetta sanatoria condizionata o con prescrizioni (quella che prevede l’esecuzione di ulteriori opere edilizie volte ad eliminare le difformità dell’immobile) non praticabile, alla luce del chiaro disposto della disposizione di cui all’articolo 36 Testo Unico edilizia, il quale espressamente parla di interventi “realizzati”, ossia di quelli già concretamente identificabili nella loro interezza o quanto meno nelle loro linee essenziali
vota  

DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Fabio

25/05/2012 01:23:31

Mi interessa sapere se l'accertamento deve essere fatto SEMPRE in presenza del proprietario, anche se si tratta di spazio aperto.
Grazie

emi

20/06/2012 21:20:40

Casa mia è composta da tre piani, ma soltanto il piano terra e' in regola con tutta la documentazione: per quanto riguarda il 1° piano e la mansarda ho fatto il solo catasto.
Cosa devo fare?

valentina

06/07/2012 09:31:03

Salve,
nell'ipotesi che l'edificio sia stato costruito negli anni '60 senza una licenza edilizia, allora non obbligatoria, e senza dunque un progetto originario che attesti come avrebbe dovuto essere, com'è possibile dimostrare la "conformità al progetto approvato"?
Vi ringrazio!

Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c

ABUSI EDILIZI: VOCI CORRELATE

Reati urbanistici: esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso di costruire

di Avv. Giorgio Benedetti del 15/11/2011

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), oltre a disciplinare ..

Reati urbanistici

di Avv. Giorgio Benedetti del 25/10/2011

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), oltre a disciplinare ..