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Reati urbanistici

del 25/10/2011
CHE COS'È?

Reati urbanistici: definizione

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), oltre a disciplinare dettagliatamente i termini e le modalità esecutive dell’attività edilizia, prevede anche una serie di norme penali che mirano a garantirne l’osservanza.
In particolare, il compito di identificare le fattispecie penalmente rilevanti è affidato all’articolo 44, che identifica alle lettere a), b) e c) distinte condotte punite con pene differenti.
La lett. a) della disposizione citata punisce con la pena pecuniaria dell’ammenda fino a 20.658,00 euro (salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative) le inosservanze:

  • delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal Titolo IV del medesimo Testo Unico;
  • delle norme dei regolamenti edilizi;
  • delle prescrizioni previste dagli strumenti urbanistici;
  • delle modalità esecutive previste dal permesso di costruire.
La giurisprudenza ha inoltre ritenuto che si configuri il reato in questione anche in ipotesi di violazione delle leggi regionali che integrano o modificano la disciplina urbanistica nazionale (Cassazione Penale, sezione III, 26 gennaio 2011, n. 8086).
Il reato previsto ha natura contravvenzionale: è pertanto inconfigurabile il tentativo e, quanto all’elemento psicologico, il delitto è punibile indifferentemente a titolo di dolo o di colpa.
Appare subito evidente come la disposizione (che configura una ipotesi di norma penale in bianco, in quanto per la determinazione del precetto viene fatto rinvio a dati prescrittivi, tecnici e provvedimentali di carattere extrapenale) abbia un contenuto estremamente generico che si presta a una molteplicità di utilizzazioni, tanto è vero che la dottrina ne sottolinea la portata residuale, limitata ad abusi urbanistici commessi al di fuori delle fattispecie contemplate nel medesimo articolo alle successive lett. b) [esecuzione di lavori in totale difformità o assenza del permesso di costruire; prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione] e lett. c) [lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio: interventi edilizi effettuati nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso di costruire].

Avv. Giorgio Benedetti
Ordine degli Avvocati di Ancona
Andreano Studio Legale S.t.P.

COME SI FA
Fra i casi sanzionati si rilevano:

  • la mancata esposizione del cartello recante l’indicazione degli estremi della concessione edilizia (obbligo previsto dai regolamenti edilizi comunali);
  • la mancata detenzione nel cantiere della copia del permesso di costruire e degli elaborati tecnici (prescrizione prevista nel permesso di costruire);
  • la violazione delle distanze tra i confini dei fabbricati (anche questo obbligo previsto dai regolamenti edilizi comunali).
Non rientra invece nella previsione della disposizione in questione la mancata presentazione del DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva) poiché, come detto, l’articolo 44 comma 1 lettera a), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 risponde all’esigenza di evitare che vadano esenti da pena condotte di aggressione al territorio che si traducono nella violazione sostanziale delle norme che prescrivono le modalità con cui possono concretamente essere effettuate le trasformazioni del suolo (Cassazione Penale, Sezione III, 27 aprile 2011, n. 21780).
L’articolo 44 lettera a) non si applica inoltre alle violazioni della normativa sul conglomerato cementizio armato poiché, in virtù del principio di tassatività della fattispecie penale, non è possibile ampliare la formula legislativa fino a ricomprendervi ipotesi non rientranti in quelle espressamente previste (ossia, come detto, inosservanze delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal Titolo IV del medesimo Testo Unico; delle norme dei regolamenti edilizi; delle prescrizioni previste dagli strumenti urbanistici; delle modalità esecutive previste dal permesso di costruire: in tal senso le norme riguardanti il cemento armato, pur rientranti oggi nell’ambito del Testo Unico, sono disciplinate da un titolo diverso dal IV).

CHI
Il reato in esame costituisce un reato proprio e può essere commesso dai soggetti indicati dall’articolo 29 Testo Unico, ossia dal titolare del permesso, dal committente, dal costruttore e dal direttore dei lavori.
Ovviamente è configurabile anche il concorso di quei soggetti che, pur diversi dalle figure ora elencate, abbiano comunque compartecipato all’attività edilizia illecita.
In merito alla figura del proprietario “estraneo” (ossia privo delle predette qualifiche soggettive), si registrano due indirizzi giurisprudenziali: secondo il primo, più garantista, il proprietario risponde dei reati non in quanto tale, ma solo se emergano indizi gravi, precisi e concordanti tra i quali assumono rilievo, come elementi indicativi di un contributo soggettivo all’abusiva edificazione, la presenza "in loco" all’atto dell’accertamento e i rapporti di parentela con il beneficiario dell’opera (Cassazione Penale, sezione fer., 9 settembre 2008, n. 38375).
Per il secondo, più rigoroso, il proprietario può essere ritenuto responsabile quando, consapevole che sul suo terreno viene eseguita una costruzione abusiva, si astenga dall’intervenire, in modo tale che la realizzazione dell’opera è conseguenza diretta della sua omissione.
Da sottolineare come l’articolo 44 si riferisca unicamente alle “attività edilizie” e non si estenda alle relative attività amministrative: non sono pertanto sanzionabili ai sensi dell’articolo in esame i funzionari pubblici che abbiano rilasciato un permesso di costruire illegittimo (sul punto l’orientamento giurisprudenziale è pacifico e costante).

FAQ

Nel caso di costruzione abusiva realizzata dal conduttore titolare di un regolare contratto di locazione, risponde anche il proprietario dell’immobile?

No: nell’ipotesi in cui l’immobile venga dato in locazione, responsabile della costruzione abusiva successivamente realizzata è l’inquilino e non il proprietario (Tribunale Massa, 14 luglio 2003), ovviamente a condizione che non vi sia stato concorso di quest’ultimo nella realizzazione dell’opera abusiva.

Ho eseguito una variante “leggera” in corso d’opera. Incorro nella responsabilità penale?

No: per la giurisprudenza, non si configura il reato ex articolo 44, lettera a), Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/01 a fronte di una "variante leggera in corso d'opera" ritualmente autorizzata quando i lavori non sono ancora ultimati.Infatti, è consentita la possibilità di dar corso alle opere in difformità dal permesso di costruire e poi regolarizzarle entro la fine dei lavori (Cassazione Penale, sezione III, 24 marzo 2010, n. 24236).

Ho deciso di ubicare l’immobile, che per il resto sarà identico al progetto presentato, in una posizione leggermente diversa rispetto a quella prevista nel permesso di costruire rilasciato. In questo modo violo qualche norma?

La localizzazione di un fabbricato in un luogo diverso da quello indicato nel progetto assentito dall’autorità comunale integra la violazione di cui alla lett. a) dell’articolo 44 Testo Unico n. 380 del 2001, atteso che ciò comporta una violazione attinente al corretto assetto del territorio; infatti, dalla collocazione del fabbricato in un sito diverso possono derivare conseguenze in tema di distanze previste dal regolamento edilizio, di rispetto dei vincoli, di turbamento degli interessi dei vicini (Cassazione Penale, sezione III, 24 marzo 2009, n. 26925).
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