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Diritto tributario: giudizio di ottemperanza

del 12/05/2017
CHE COS'È?

Diritto tributario giudizio di ottemperanza: definizione

Il giudizio di ottemperanza nell'ambito del diritto tributario è disciplinato dall'articolo 70 del d. lgs. n. 546 del 31 dicembre del 1992, che ha introdotto questo istituto nel contesto della riforma del processo tributario. La norma in questione, a dir la verità, è rimasta per un periodo di tempo piuttosto lungo quasi inutilizzata da parte degli operatori del diritto, che probabilmente hanno trascurato l'efficienza e l'efficacia dell'ottemperanza.


COME SI FA

Che cosa prevede la disciplina normativa in merito al giudizio di ottemperanza?

La procedura del giudizio di ottemperanza costituisce una valida alternativa rispetto all'esecuzione del processo civile, la quale può a sua volta essere esperita nel caso in cui si sia intenzionati a ottenere che una sentenza tributaria venga eseguita. Chi fosse interessato a instaurare un giudizio di ottemperanza è tenuto a depositare presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale il ricorso in doppia originale, a condizione che sia stata proprio tale commissione a pronunciare la sentenza che è passata in giudicato; in tutti gli altri casi, invece, è necessario fare riferimento alla segreteria della Commissione tributaria regionale.

Quali sono i passi da seguire per proporre il ricorso?

Il ricorso può essere proposto in seguito alla scadenza del termine che la legge prescrive per l'adempimento dell'ente locale o dell'ufficio; se non è previsto alcun termine, bisogna far passare trenta giorni dalla messa in mora. Questo atto introduttivo, che è proponibile a mezzo di ufficiale giudiziario, va indirizzato al Presidente della Commissione specificando la sentenza passata in giudicato della quale si chiede l'ottemperanza: in assenza di questa indicazione, l'atto è da ritenersi non ammissibile. Per la sentenza è indispensabile l'originale, da produrre insieme a una copia dell'atto di messa in mora notificato.


CHI

Un avvocato esperto in diritto tributario.


FAQ

1. Che cosa avviene dopo che il ricorso è stato proposto?

Scaduti i termini, il ricorso viene assegnato dal Presidente della Commissione alla sezione che ha pronunciato la sentenza; contestualmente, viene stabilito il giorno in cui il ricorso dovrà essere trattato in camera di consiglio, tenendo conto che non dovranno passare più di 90 giorni rispetto alla data in cui esso è stato depositato. La segreteria è tenuta a comunicare alle parti la data almeno dieci giorni prima. A questo punto, il collegio acquisisce tutta la documentazione del caso e sente le parti in contraddittorio, per poi emanare la sentenza con la quale vengono adottati i provvedimenti richiesti per l'ottemperanza. Nel caso in cui si ritenga che sia opportuno farlo, è possibile che il collegio nomini un commissario ad acta o deleghi un proprio componente determinando il compenso relativo. Preso atto dei provvedimenti che sono stati emanati ed eseguiti dal commissario nominato o dal componente delegato, il collegio non deve fare altro che dichiarare con ordinanza la chiusura del procedimento. Ogni provvedimento che viene emesso con il giudizio di ottemperanza è da ritenersi esecutivo immediatamente. 

2. A chi spetta la competenza per il giudizio di ottemperanza?

In materia di ottemperanza tributaria la competenza deve essere ripartita tra le Commissioni tributarie regionali e le Commissioni tributarie provinciali, anche se la giurisprudenza ha attribuito una specie di competenza funzionale anche alla Commissione tributaria centrale. In particolare, la Commissione tributaria provinciale è competente nel caso in cui la sentenza di primo grado non sia stata impugnata o nel caso in cui il giudizio di appello si concluda con una dichiarazione di estinzione dello stesso appello, di improcedibilità o di inammissibilità.
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