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Cina: contratti OEM

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Cina contratti OEM: definizione

L’ “Original Equipment Manufacturer Agreement” (“OEM”) è un contratto in forza del quale un’impresa manifatturiera (nel caso qui ipotizzato, cinese), sulla base delle specifiche istruzioni tecniche, si impegna a realizzare determinati prodotti industriali per conto di una società committente (italiana), la quale si impegna, a sua volta, ad acquistarli, ad apporvi il proprio marchio ed a commercializzarli attraverso la propria rete distributiva.

Avv. Marco Carone 
Ordine degli Avvocati di Milano 
Studio Legale Carone & Partners

COME SI FA
Disciplina

I contratti di fornitura “OEM” nel diritto cinese sono disciplinati dai principi generali contenuti nella Legge sui Contratti e, specificamente, dagli artt. 251 – 268 (“承揽合同”).  

Elementi del contratto

Riportiamo, di seguito, alcuni fra gli elementi più significativi del modello contrattuale:

  • Prodotti e specifiche tecniche – il contratto definisce dettagliatamente i prodotti oggetto del rapporto contrattuale e le specifiche tecniche sulla base delle quali questi verranno realizzati;
  • Minimi di vendita/acquisto – al fine di garantire una certa stabilità e regolarità nel rapporto contrattuale, le parti di un contratto OEM possono prevedere clausole vincolanti che obbligano il committente ad acquistare, ed il fornitore a vendere, una quantità minima di prodotti;
  • Prezzo – le parti definiscono contrattualmente il prezzo a cui verranno forniti i prodotti per tutta la durata del contratto ovvero per un periodo predefinito. È possibile disciplinare, inoltre, aumenti periodici dei prezzi (entro margini prefissati) ovvero riduzioni di prezzo al verificarsi di specifiche condizioni (l’acquisto di una determinata quantità di prodotti);
  • Controlli – le parti concordano i termini e le condizioni ai sensi dei quali svolgere i controlli di qualità sui prodotti. Le misure a cui, di solito, si fa ricorso sono: a) accesso agli impianti produttivi (con poco o nessun preavviso); e b) controlli random della merce, prima che venga spedita al committente. Inoltre, in considerazione del valore dell’operazione, le parti possono disporre che un rappresentante del committente venga dislocato presso il fornitore, al fine di monitorare costantemente il rispetto degli standard qualitativi ed, eventualmente, il rispetto delle obbligazioni contrattuali in tema di proprietà intellettuale;
  • Durata – le parti dovranno stabilire la durata del contratto e, se del caso, eventuali clausole di rinnovo automatico;
  • Clausola risolutiva – le parti potranno concordare la risoluzione automatica del contratto in caso di violazione di specifiche ed essenziali obbligazioni contrattuali;
  • Conseguenze in caso di risoluzione – è molto importante definire dettagliatamente cosa accadrà in caso di risoluzione del contratto, tutelando i diritti del committente. Spesso, ad esempio, si specifica che a) il fornitore vende al committente i prodotti già realizzati; b) il fornitore completa di realizzare i prodotti parzialmente fabbricati e li vende al committente; c) il fornitore elimina ovvero restituisce le informazioni ed i documenti riservati del committente ed interrompe l’utilizzo dei marchi, logo, brochure ed dell’altro materiale pubblicitario;
  • Esame ed accettazione della merce – dopo la consegna, in genere, si riconosce contrattualmente al committente un periodo di tempo entro il quale quest’ultimo può esaminare la merce ed, eventualmente, rilevare i vizi presenti. Decorso tale periodo, e salvo diverso accordo fra le parti, i prodotti si intenderanno accettati ed il committente non potrà più far valere i difetti non rilevati; è opportuno precisare contrattualmente che l’esito positivo di altri controlli (come quelli eseguiti dalle autorità cinesi ai fini dell’esportazione) non esonera il produttore da responsabilità per i vizi della cosa;
  • Materie prime e componenti – le parti dispongono l’obbligo per la parte cinese di produrre anche una lista dei propri fornitori, in modo da garantire al committente la possibilità di valutare la qualità delle materie prime e dei componenti;
  • Polizze assicurative – in genere, il fornitore assume l’obbligo di fornire polizze, rilasciate da primarie compagnie assicuratrici, idonee a garantire il risarcimento di danni eventualmente patiti dal committente ovvero da terzi a causa di vizi o difetti delle merci;
  • Proprietà intellettuale – il committente autorizza, di solito, il fornitore ad utilizzare i marchi, i logo e gli altri titoli di proprietà intellettuale esclusivamente in relazione all’esecuzione del contratto ed unicamente per la durata dello stesso;
  • Non concorrenza – il fornitore si impegna a non produrre e commercializzare i prodotti in concorrenza con il committente.

Garanzia sui prodotti nei confronti di terzi

Un ulteriore aspetto dei contratti di fornitura OEM da tenere in considerazione riguarda la garanzia sui prodotti e l’assistenza tecnica ai consumatori. Dal momento che i prodotti vengono presentati al pubblico con il marchio del committente (e non di chi li ha effettivamente fabbricati), è sul primo che ricadono gli obblighi di garanzia e di assistenza.

Eventuali clausole di garanzia o di manleva apposte al contratto di fornitura OEM, per effetto delle quali il fabbricante garantisce la qualità e la sicurezza dei prodotti, sono efficaci soltanto tra le parti di tale accordo, e non valgono quindi nei confronti dei terzi (clienti, utilizzatori, consumatori, etc.).

Pertanto, chi abbia acquistato un prodotto contraddistinto con il marchio del committente e posto in commercio secondo modalità tali da renderlo a quest’ultimo riferibile, avrà il diritto di rivalersi, innanzitutto, sul committente per farsi risarcire qualsiasi pregiudizio eventualmente subìto a causa di un difetto del prodotto medesimo.

Il committente naturalmente, potrà a sua volta rivalersi sul fabbricante, se ne ricorrono i presupposti, sulla base di quanto previsto dal contratto OEM.  


CHI
I soggetti che fanno ricorso ai contratti di fornitura OEM sono generalmente imprenditori italiani che si rivolgono al mercato cinese attratti dalla possibilità di realizzare i propri prodotti in outsourcing, per destinarli sia ad altri mercati che allo stesso mercato cinese. 

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