Argomento: Proprietà e diritti reali
Aggiornato al 31/03/2011
L’usufrutto, insieme all’uso ed all’abitazione, è un diritto reale di godimento su cosa altrui di durata temporanea.
Esso consiste nel diritto di godere (dal latino usus, usare), per un periodo di tempo, di un bene, con obbligo di rispettarne la destinazione economica che, quindi (ed a differenza dell’enfiteusi) non può essere mutata. Se, ad esempio, l’usufrutto è costituito su un fabbricato industriale l’immobile non può essere ristrutturato e destinato ad esercizi commerciali ovvero a spazi abitativi.
Se nell’atto costitutivo dell’usufrutto non ne è indicata la durata essa è per legge considerata pari alla vita dell’usufruttuario.
La morte dell’usufruttuario estingue l’usufrutto anche nel caso esso fosse stato contratto a termine e tale termine non fosse ancora scaduto.
Avv. Maurizio Sala
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avvocato Maurizio Sala
L’usufrutto può essere costituito a favore di una persona giuridica?
L’usufrutto può essere costituito a favore di una persona giuridica (società, ente, eccetera). In tal caso la durata dell'usufrutto non può essere superiore ai trent'anni.
L’usufruttuario può cedere il suo diritto?
L’usufruttuario ha diritto di trarre dal bene tutte le utilità e vantaggi che potrebbe trarre il proprietario. Così, ad esempio, l’usufruttuario può concedere il bene in locazione e percepirne i canoni.
Il proprietario, a seguito della concessione dell’usufrutto, diviene “nudo proprietario” (come nel caso dell’enfiteusi). Può quindi cedere tale proprio diritto (vendendo la nuda proprietà) ma tale cessione non estingue l’usufrutto, che prosegue con il nuovo nudo proprietario.
L’usufruttuario può, a propria volta, cedere il proprio diritto a terzi.
Quali spese sono a carico dell’usufruttuario?
L’usufruttuario deve usare della cosa secondo la diligenza del buon padre di famiglia, deve sopportare le spese e gli oneri per la conservazione, manutenzione ordinaria ed amministrazione del bene, pagando altresì le imposte, i canoni le rendite e gli altri pesi che gravano sul reddito.
A carico del nudo proprietario sono invece le spese per le riparazioni straordinarie eccedenti i limiti di conservazione della cosa e delle sue utilità (art. 1005 codice civile). In tal caso l’usufruttuario deve corrispondere al proprietario gli interessi sulle somme spese per tali riparazioni.







