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Assunzione del lavoratore comunitario

del 17/11/2015
CHE COS'È?

Assunzione del lavoratore comunitario: definizione

L'assunzione di un lavoratore comunitario deve seguire gli stessi adempimenti ordinari che sono previsti per l'assunzione di un lavoratore italiano. I cittadini dell'Unione Europea, infatti, hanno il diritto di soggiornare e di circolare nel nostro Paese potendo svolgere qualsiasi genere di attività lavorativa, sia essa subordinata o autonoma, senza alcuna differenza rispetto alle condizioni applicate per i cittadini italiani. Di conseguenza, un datore di lavoro può instaurare con un lavoratore comunitario qualsiasi tipo di rapporto di lavoro, sia stagionale, sia domestico, sia subordinato a tempo indeterminato, sia subordinato a tempo determinato, senza problemi di alcun genere.


COME SI FA

Come si deve comportare il datore di lavoro?

Gli obblighi da rispettare sono gli stessi che entrano in gioco nel momento in cui si ha a che fare con un lavoratore italiano. Il datore di lavoro, nello specifico, è tenuto a comunicare l'instaurazione del rapporto di lavoro al centro per l'impiego della provincia in cui l'attività lavorativa si svolge, entro il giorno precedente l'inizio, anche se si tratta di un giorno festivo. La comunicazione deve essere effettuata tramite il sito www.lavoro.gov.it/co, per via telematica: è indispensabile accreditarsi al servizio informativo della regione di riferimento, per poi compilare il modulo Unificato Lav. Questo modulo prevede una comunicazione unificata, poiché essa sarà trasmessa all'Inail e all'Inps direttamente dal centro per l'impiego; è indispensabile, comunque, conservare la ricevuta elettronica su cui è riportata la data di spedizione della domanda.

Di quali documenti ha bisogno il lavoratore comunitario per essere assunto?

Ai fini dell'assunzione, il cittadino comunitario deve disporre di una carta di identità valida per l'espatrio o di un passaporto, oltre che di un codice fiscale. Se il soggetto non possiede il codice fiscale, esso può essere richiesto presso l'ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate.


CHI

Se si ha bisogno di una consulenza, un avvocato specializzato in diritto del lavoro.


FAQ

1. I cittadini comunitari per poter essere assunti devono risultare iscritti come residenti al Comune?

No, perché il decreto legislativo numero 30 del 2007, che recepisce quanto previsto dalla direttiva comunitaria 2004 / 38 / CE, sancisce che i cittadini comunitari - e con loro anche i loro familiari - possono soggiornare liberamente in qualsiasi Stato membro dell'Unione Europea. Ciò vuol dire che i cittadini comunitari sono ritenuti alla pari rispetto ai cittadini italiani. Nel momento in cui vengono assunti, sono tenuti a presentare ai datori di lavoro il proprio documento di identità, originale e in copia; non è necessario che siano iscritti alle liste di collocamento né che siano iscritti come residenti. Tutto ciò di cui c'è bisogno è il domicilio in Italia, anche se all'anagrafe non si risulta ancora residenti. Vale la pena di ricordare, in ogni caso, che l'iscrizione all'anagrafe del Comune, che serve a dimostrare lo status di residente nel nostro Paese, è comunque obbligatorio nel caso in cui i cittadini comunitari soggiornino nel territorio italiano per più di tre mesi. Di conseguenza, un lavoratore comunitario può essere assunto regolarmente, per poi perfezionare, con il contratto di assunzione, la richiesta di residenza al Comune di riferimento, avendo la dimostrazione che il rapporto di lavoro è il motivo per cui il suo soggiorno in Italia durerà per più di tre mesi. 

2. Che cos'è il regime transitorio?

Il regime transitorio è un regime che si applica per i cittadini che provengono da Paesi che sono entrati a far parte dell'Unione Europea di recente: esso entra in gioco prima che l'accesso di tali cittadini al lavoro subordinato sia definitivamente liberalizzato. Non sono previste, invece, restrizioni di alcun tipo per quel che riguarda il lavoro autonomo. Inoltre, il regime transitorio sancisce l'immediata apertura nel settore metalmeccanico, in quello edilizio, in quello agricolo, in quello dirigenziale e in quello turistico e alberghiero.
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