Rilievi topografici: definizione
I rilievi
topografici sono misurazioni che hanno lo scopo di raccogliere dati per
realizzare delle rappresentazioni cartografiche o per registrare la posizione
di ciò che esiste; in alcuni casi servono per stabilire dei punti di
riferimento così che si possano avere a disposizione rappresentazioni e piante
utili per la direzione di lavori di costruzione o per tracciare dei confini.
Con i rilievi, in sostanza, si ha l'opportunità di determinare e tracciare la posizione di specifici punti della superficie
terrestre.
Che cos'è la
topografia?
La
topografia è una scienza il cui compito è quello di studiare i metodi operativi
di disegno e di calcolo e gli strumenti indispensabili per una rappresentazione
grafica di una porzione più o meno ampia della superficie terrestre. La fisica,
la geometria e la matematica sono le scienze pure che costituiscono la base
teorica di questa disciplina.
1. Che cosa si intende con campo topografico?
Un campo
topografico non è altro che la porzione di superficie terrestre intorno a
un punto entro la quale è possibile effettuare un rilievo planimetrico non
commettendo errori che possano influenzare in modo significativo gli esiti di
un'operazione topografica: in termini più specifici, si parla di errori di
sfericità trascurabili a fini planimetrici. Nel caso in cui si effettuino delle
misurazioni di distanza con una precisione di un millimetro su un chilometro,
il raggio del campo topografico può avere un'estensione massima di dieci
chilometri; in realtà, di solito per i rilievi di estensione limitata ci si
accontenta di una precisione di un millimetro su duecento metri, e in questo
caso il raggio del campo topografico può arrivare a venticinque chilometri. Lo
scopo è quello di approssimare nel miglior modo possibile la superficie
effettiva del nostro pianeta.
2. Che cosa sono i goniometri?
I goniometri
sono gli strumenti topografici più importanti (insieme con i GPS che vengono
impiegati per la misura in differenziale), e permettono di misurare gli angoli.
In topografia ve ne sono di diversi tipi: i livelli, i tacheometri, i
clisimetri, gli ecclimetri e gli azimutali. I livelli vengono utilizzati per la
misurazione di dislivelli, vale a dire le differenze di quote, mentre i
tacheometri sono strumenti a cannocchiale adoperati per le misure indirette
delle distanze; i clisimetri consentono di misurare le pendenze, gli ecclimetri
sono sfruttati per misurare gli angoli verticali e gli azimutali permettono di
misurare gli angoli orizzontali. Oltre a questi goniometri, è opportuno tenere
conto anche dei teodoliti, che danno la possibilità di misurare gli angoli
verticali e quelli orizzontali.
3. Che cosa sono le stazioni totali?
Anche le stazioni
totali sono strumenti a cui si ricorre per eseguire i rilievi topografici:
esse sono computerizzate e svolgono la stessa funzione dei teodoliti, dal
momento che misurano sia gli angoli verticali che quelli orizzontali. Per di
più sono munite di un EDM, vale a dire un elettrodistanziometro, che è
un ricetrasmettitore di raggi infrarossi grazie al quale può essere accertata
la distanza che separa due punti attraverso la misurazione del tempo di cui ha
bisogno l'onda che viene emessa dall'EDM stesso per coprire il percorso: in
questo caso si parla di EDM a impulsi, ma esiste un altro tipo di EDM - quello
a differenza di fase - che, invece, per il calcolo misura la differenza di fase
che c'è tra un'onda sinusoidale emessa e un'onda sinusoidale ricevuta.