Una lotta senza quartiere ai cosiddetti “latitanti fiscali”. È la proposta lanciata nel marzo scorso dal Procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, durante un convegno sull’antiriciclaggio. La procura del capoluogo lombardo, a luglio, ha visto nascere una task force che ha come obiettivo l’applicazione dell’articolo 11 del dlgs 74/2000, ovvero le misure contro la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Il documento redatto negli uffici della procura ha sottolineato le lacune del sistema, con le notizie di reato che sono arrivate a sole 36 nel 2014. Inoltre, anche Equitalia sembra avere poca efficacia, con solo il 4% di cartelle iscritte a ruolo che sono state effettivamente riscosse. Un altro punto toccato dalla procura è quello relativo alla cosiddetta “fase due” della voluntary disclosure, quella cioè che seguirà al termine ultimo – 30 novembre – per regolarizzare la propria posizione qualora si detengano capitali illeciti all’estero.
Una volta che le liste saranno state chiuse, infatti, partirà un periodo di accertamento tra i conti correnti esteri che sono in mano alla procura e i capitali effettivamente rientrati. Inoltre, i giudici milanesi vogliono che vengano realizzate, attraverso la condivisione di informazioni, liste di soggetti fiscalmente pericolosi. Infine, il bilancio dell’attività contro i reati tributari dal 2010 al 2014: secondo la procura, le indagini hanno permesso di emergere 3,61 miliardi di euro che non erano stati denunciati al fisco.
