Consulenza o Preventivo Gratuito

Anomalie: le fatture false da segnalare all'Uif

del 07/02/2013
di: Luciano De Angelis
Anomalie: le fatture false da segnalare all'Uif
Fatture relative a erogazione di servizi ritenuti inesistenti, emissione di fatture prive di dati essenziali ovvero a carico di controparti di comodo, pagamenti di fatture con modalità che ostacolano la chiara identificazione della provenienza dei fondi, devono indurre la società di revisione a valutare la possibilità di segnalazione di operazioni sospette ai fini del riciclaggio o del finanziamento al terrorismo.

È quanto si evidenzia negli indicatori di anomalia relativi a operazioni contabili e finanziarie, utilizzabili delle società di revisione e revisori legali, resi noti dalla Banca d'Italia attraverso un «Provvedimento recante gli indicatori di anomalia per le società di revisione legali con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico», pubblicato ieri sul proprio sito.

Tali indicatori, seppure espressamente rivolti ai revisori delle società di cui all'art. 16 del dlgs 39/2010 (società quotate, banche, imprese di assicurazione, sim, società di gestione del risparmio ecc.), possono, ad avviso di chi scrive, essere di ausilio anche per i revisori di società ordinarie, sia quali revisori unici, che membri di collegi sindacali. Soprattutto gli indicatori di anomalia relativi ad operazioni contabili e finanziarie (gruppo da 13 a 23) risultano, infatti, connotare anomalie riscontrabili in qualsiasi tipo di attività di revisione legale e possono quindi essere di integrazione degli indicatori tipici per professionisti e revisori legali di cui al dm 16/4/2010.

Il provvedimento si compone di 6 articoli relativi ai caratteri generali (destinatari della norma, finalità degli indicatori, obblighi di segnalazione) e di un allegato tecnico che suddivide i 23 indicatori specifici (con alcuni sub indicatori) in quattro gruppi.

In merito agli obblighi di segnalazione, si evidenzia come il revisore debba considerare l'intero patrimonio informativo a disposizione, in virtù della propria attività professionale, ivi compresi i c.d. incarichi di due diligence e che la mera decisione del cliente di revocare l'incarico non può costituire elemento fondante della segnalazione, ove ne ricorrano i presupposti, ma anche che gli obblighi di collaborazione attiva sorgono altresì in relazione a incarichi rifiutati o non conclusi. Per ciò che concerne il contenuto e modalità di segnalazione i revisori dovranno, invece, far riferimento alle norme operative individuate con provvedimento Uif del 4 maggio 2011 (segnalazione con modalità telematiche).

Venendo ora agli aspetti specifici, va rilevato che i quattro gruppi di segnalatori riguardano:

1) gli indicatori di anomalia connessi al profilo soggettivo; 2) quelli connessi al profilo oggettivo; 3) quelli inerenti alle modalità di pagamento utilizzate dal cliente; 4) gli indicatori relativi alle operazioni contabili e finanziarie.

Nella sezione riguardante il profilo soggettivo della parte generale si fa riferimento a indicatori connessi all'identità o al comportamento della clientela. Fra questi spiccano: la riluttanza del cliente nel fornire informazioni, l'eventuale inesattezza, incompletezza o falsità dei dati forniti, come pure la ricorrenza dei dati soggettivi inerenti il cliente in liste di contrasto al terrorismo. Tra i sub-indici segnaliamo la palese difformità delle informazioni fornite dal cliente, rispetto ai dati che emergono nello svolgimento della procedura di revisione, ovvero il rifiuto dello stesso di consentire l'accesso alle registrazioni contabili o alle strutture necessarie per acquisire elementi utili all'attività di revisione, in assenza di alcuna plausibile giustificazione.

Nella sezione relativa al profilo oggettivo, evidenziamo le operazioni illogiche, incompatibili con l'attività, il profilo patrimoniale o finanziario, l'inusualità rispetto all'ordinaria prassi di mercato.

Circa gli indicatori relativi alle modalità di pagamento utilizzate dal cliente sono presi in considerazione l'utilizzo di strumenti del tutto incoerenti rispetto alla prassi corrente, l'utilizzo ripetuto e ingiustificato di denaro contante, il frazionamento con finalità elusive della normativa antiriciclaggio.

Tra gli indicatori relativi alle operazioni contabili e finanziarie (gruppo 4) rilevano, a titolo esemplificativo, le operazioni di investimento di natura finanziaria incoerenti con il profilo economico o l'attività esercitata del cliente e le anomalie nelle fatture (sussistenza di fatture relative a erogazione di servizi che, in base all'attività di revisione, non risultano effettivamente resi; emissione di fatture prive di dati essenziali ovvero a carico di controparti inesistenti).

©Riproduzione riservata

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Cassette sicurezza facilitate senza imposta di registro

del 25/01/2013

Apertura cassette di sicurezza del de cuius senza imposta di registro. Per il verbale che il notaio...

L'elaborazione dei dati fiscali non è attività riservata

del 26/01/2013

L'attività di elaborazione dati ai fini fiscali non è attività riservata. Pertanto, può essere svolt...

Niente esenzione: anche l'esercito può pagare l'Ici

del 30/01/2013

Il ministero della difesa paga l'Ici sugli immobili se non sono più utilizzati per finalità istituzi...