57 milioni di immobili sono coinvolti dalla grande novità, annunciata nei giorni scorsi dall’Agenzia delle Entrate, per il calcolo delle superfici catastali: non conteranno più i vani, ma i metri quadri. Una piccola rivoluzione che coinvolgerà abitazioni, ville, uffici, ospedali, scuole, box, magazzini e cantine e che non sarà più oggetto di discussione relativamente alla Tari (la tassa sui rifiuti).
Gli immobili complessivi in Italia sono circa 61 milioni, quindi la quasi totalità di essi sarà coinvolta da questa novità introdotta dall’Agenzia delle Entrate. Il primo effetto tangibile sarà sulla tassa dei rifiuti, mentre per il momento il calcolo degli altri contributi immobiliari continuerà a essere realizzato attraverso le rendite catastali in vigore, che si basano sul numero di vani.
Queste novità sono il primo passo verso la tanto attesa riforma del catasto, che potrà essere ultimata solo quando l’Agenzia delle Entrate sarà in possesso delle planimetrie di tutti gli immobili in Italia. Un lavoro enorme che però sta procedendo: all’appello mancano ancora 4 milioni di immobili, che sono oggetto di revisione per irregolarità o incongruenze. All’atto pratico, per gli utenti cambia poco: la visura catastale avrà sempre le stesse voci, cui se ne aggiungeranno altre due. La prima è la superficie catastale, la seconda quella ai fini della Tari. Due grandezze diverse, visto che la prima è la cosiddetta “superficie commerciale”, mentre la seconda è una misura netta.
