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Lavoratori all'estero: tax credit segue regole italiane

del 09/07/2013
di: Valerio Stroppa
Lavoratori all'estero: tax credit segue regole italiane
Tax credit ridotto per i lavoratori impiegati all'estero con retribuzione convenzionale. L'importo delle tasse pagate oltreconfine che è possibile recuperare si determina in proporzione al rapporto tra l'imponibile forfettario, fissato ogni anno con dm, e il reddito da lavoro dipendente che sarebbe stato tassabile in via ordinaria in Italia. Non rilevano quindi le regole impositive vigenti nello stato ove opera il contribuente, onde evitare «evidenti effetti distorsivi e discriminatori». In tali ipotesi, infatti, la quota di imposte detraibili varierebbe a seconda della «generosità» dell'ordinamento del paese in cui la prestazione lavorativa si è effettivamente svolta. È quanto ha precisato l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 48/E di ieri. La richiesta di chiarimento all'amministrazione finanziaria verteva sull'applicazione dell'articolo 165 del Tuir. Che, al comma 10, stabilisce che quando il reddito estero concorre parzialmente alla formazione del reddito complessivo, l'imposta estera detraibile (foreign tax credit) deve essere ridotta in misura corrispondente. La regola si applica pure con riguardo ai lavoratori «convenzionali», cioè dipendenti che, pur mantenendo la residenza fiscale in Italia, operano all'estero in via continuata ed esclusiva per più di 183 giorni annui. In questo caso, in deroga alle ordinarie regole «analitiche» per il reddito da lavoro dipendente (art. 51 Tuir), la retribuzione da dichiarare non è quella effettiva, ma forfettaria, definita annualmente con decreto del ministero del lavoro. Per evitare la doppia imposizione, ferme restando le norme delle convenzioni bilaterali stipulate dall'Italia (ove esistenti), interviene l'articolo 165 del Tuir, che riconosce un credito sulle imposte versate a titolo definitivo sui redditi prodotti all'estero. Ma l'articolo 36, comma 30 del dl n. 223/2006 ha stabilito con un'interpretazione autentica che per i lavoratori con reddito convenzionale il tax credit su quanto versato non è pieno, bensì «proporzionale al reddito estero che concorre alla formazione del proprio reddito complessivo». Secondo le Entrate, in tali situazioni per confrontare «reddito estero» e «reddito complessivo» del contribuente è necessario assumere «valori omogenei». Pertanto il reddito conseguito all'estero, trattandosi di lavoro subordinato, andrà calcolato applicando le disposizioni dell'articolo 51 del Tuir, con eccezione del comma 8-bis. Per il reddito complessivo, invece, vanno sommate tutte le tipologie di reddito presenti in dichiarazione, a norma dell'articolo 8 Tuir. Solo così è possibile raggiungere la percentuale esatta di detraibilità delle imposte assolte nel paese straniero. Ai fini del calcolo del foreign tax credit, «si ritiene più aderente al dettato normativo dell'articolo 165, comma 10 del Tuir rapportare il reddito estero, determinato in misura convenzionale, al reddito che risulterebbe tassabile, in via ordinaria, se la medesima attività lavorativa fosse prestata in Italia».

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