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Niente Imu sui terreni agricoli

del 05/07/2013
di: di Giusy Pascucci
Niente Imu sui terreni agricoli
Il governo lavora all'abolizione dell'Imu sui terreni agricoli, a un disegno di legge delega sulla sicurezza alimentare a un decreto per dire no agli Ogm con l'applicazione della clausola di salvaguardia. È quanto emerso dagli interventi dei ministri delle politiche agricole, dello sviluppo economico e della sanità Nunzia De Girolamo, Flavio Zanonato e Beatrice Lorenzin all'assemblea nazionale della Coldiretti, ieri, a Roma. Zanonato si è detto favorevole ad abolire l'Imu sui terreni che per gli agricoltori costituiscono «prima casa», anticipando che il governo sta valutando le modalità per modificare l'imposta. «Sono d'accordo con voi che non possiamo considerare i beni attraverso cui si produce ricchezza dei beni immobiliari. E i terreni agricoli costituiscono un bene fondamentale per le vostre imprese, sono la vostra prima casa», ha detto. «Vedremo come trasformare questa imposta su beni immobili: ci stiamo già lavorando». Gli ha fatto eco il ministro delle politiche agricole De Girolamo, garantendo agli agricoltori presenti che la sospensione diverrà abolizione. «Sull'Imu, cavallo di battaglia del mio partito (Pdl, ndr), combatterò fino alla morte e vi assicuro che sarà abolita. La defiscalizzazione è un diritto». De girolamo ha le idee chiare anche sugli Ogm e non lascia spazi aperti. «Dirò no agli Ogm senza se e senza ma. Non perché ho dei pregiudizi ma perché non mi farò condizionare dalle multinazionali né dai giornalisti che lavorano per loro. Mi farò condizionare solo dall'agricoltura che lavora e dalle imprese agricole». Quella degli Ogm è secondo il ministro una sfida fondamentale da combattere perché «se nel mondo ci copiano è perché i prodotti italiani sono i migliori e allora non avrebbe senso fare un pomodoro Ogm italiano uguale a quello cinese. Dobbiamo avere coraggio e fare il decreto contro gli ogm, così come approvare la legge contro il consumo di suolo. Dobbiamo difendere il modello economico del made in Italy», ha quindi aggiunto, «senza farci intimorire da un'Europa che ci combatte». Il ministro ha poi lanciato la sfida della semplificazione e ha proposto di individuare insieme alle organizzazioni un modo per ridurre da 100 a 50 le giornate perse per gli adempimenti burocratici. Un disegno di legge delega sulla sicurezza alimentare per garantire maggiore trasparenza sia per chi produce che per chi consuma è stato poi annunciato da Beatrice Lorenzin che ha aggiunto: «Stiamo lavorando con gli altri ministri per cercare di tenere insieme la salute e l'ambiente, il nostro territorio, perché la terra è il patrimonio che ci distingue. In parlamento sarà presto presentato un altro ddl per la valorizzazione del km zero». Degli impegni assunti dai ministri ha preso nota, come di consueto, il presidente di Coldiretti, Sergio Marini. Che, in precedenza, aveva imputato il fallimento delle riforme agricole non tanto alla politica quanto alla rappresentanza. «Le grandi riforme agricole non si sono fatte per colpa della politica ma per l'egoismo della rappresentanza. Quella stessa rappresentanza che oggi si chiude ancor di più mettendosi insieme invece di guardare al nuovo». E, riferendosi alle dichiarazioni del presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini (si veda ItaliaOggi di ieri) ha affermato: «È assurdo che se si decide di fare una nuova centrale cooperativa, perché non ci si fida più degli altri, altri si oppongano. Il diritto di associarsi è costituzionalmente riconosciuto. Le autorità rispondano o sono complici. Siamo arrivati al paradosso di criticare la pubblicazione amministrazione perché efficiente».
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