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Ministro Cancellieri rassicura gli avvocati

del 27/06/2013
di: di Simona D'Alessio
Ministro Cancellieri rassicura gli avvocati
«Indietro non si può tornare» sull'obbligatorietà della mediazione, né sulla revisione della geografia giudiziaria. Ma «nessun intervento riformatore» per favorire il buon andamento della giustizia (rallentata da una mole di procedimenti arretrati da smaltire) «verrà procrastinato». E non mancherà l'attenzione verso la figura dell'avvocato, poiché la crisi «non ha risparmiato» la categoria, soprattutto la componente giovanile, «mettendo, talvolta, a repentaglio la dignità dell'esercizio della professione». È così che Annamaria Cancellieri, ministro della giustizia, replica alle sollecitazioni formulate ieri, nella sede di via Arenula, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario forense, aprendo al dialogo con i legali (un incontro è già in agenda il 3 luglio) sicura che «il discredito che colpisce una giustizia che non funziona non è differente da quello che ricade su una politica che non assolve ai propri doveri». Impensabile, però, una retromarcia sull'obbligatorietà della conciliazione (introdotta con il cosiddetto «decreto del Fare», 69/2013), oggi «gratuita per tutte le parti che, nella corrispondente controversia giudiziaria, avrebbero avuto diritto al patrocinio a spese dello stato». Nella nuova formulazione, prosegue il guardasigilli, il ruolo dell'avvocato «è stato valorizzato», i tempi di durata massima «sono stati ridotti da 4 a 3 mesi», pertanto il testo potrà «sortire effetti estremamente positivi sul carico del processo civile»; difficile possa, come si augura Cancellieri, vincere le diffidenze dell'avvocatura, evidenziate da Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, e suffragate da cifre dello stesso ministero, secondo cui nel periodo marzo 2011-dicembre 2012, su 192.739 mediazioni definitive, l'11,85% si è concluso con un accordo, l'82,45% (158.907) è fallito, di cui la maggioranza per mancata comparizione iniziale della parte (67%). È necessario, poi, varare il decreto sui parametri (in base a quanto stabilisce la riforma della professione, legge 247/2012) per parcelle all'insegna di «trasparenza ed equità» a beneficio del cittadino e degli avvocati, «esercito» giunto a circa 230 mila iscritti agli albi e con 25 mila aspiranti in attesa di superare l'esame (5 mila in meno rispetto al 2012).
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