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Richieste di scioglimento: ordini professionali litigiosi

del 25/01/2013
di: di Gabriele Ventura
Richieste di scioglimento: ordini professionali litigiosi
Ordini professionali sempre più litigiosi. Nel 2012 le polemiche sulle elezioni non hanno riguardato solo commercialisti e biologi, ma anche molti ordini locali tanto da far registrare «una frequente necessità di intervento ministeriale in funzione di vigilanza». In totale, sono state 11 le richieste di scioglimento dei consigli degli ordini, otto delle quali accolte. Non solo. Dai cittadini è partita una valanga di esposti, soprattutto a causa delle inerzie degli ordini professionali. È quanto emerge nella relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2012, dove il ministero guidato da Paola Severino ha sottolineato, tra l'altro, il «significativo aggravio» dell'attività istruttoria compiuta dall'Ufficio III, che esercita la vigilanza e l'alta vigilanza sui 20 ordini, per l'elevata conflittualità interna. Un esempio su tutti, come detto: il caso delle elezioni per il rinnovo del consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che si dovranno ripetere nel febbraio prossimo e dove si è resa necessaria la nomina di un commissario straordinario. Stesso discorso vale per i biologi. Ma vediamo tutti i dati sull'attività svolta dal ministero della giustizia per quanto riguarda il settore delle libere professioni nel 2012.

La litigiosità

Il ministero della giustizia, nella sua relazione, conferma «una linea di tendenza ugualmente già sottolineata nel corso degli anni precedenti», vale a dire la sempre più accentuata litigiosità che si verifica all'interno degli ordini, che ha comportato «un significativo aggravio di attività istruttoria compiuta dall'Ufficio, al fine di svolgere in maniera adeguata la più volte citata funzione di vigilanza, sfociata in numerosi interventi di commissariamento, non solo a livello locale». Via Arenula segnala in particolare il caso delle elezioni per il rinnovo del Cndcec, «caratterizzato da una accesissima conflittualità tra le liste contrapposte, sfociata in una situazione di ingovernabilità della categoria, nonché in una serie di comportamenti censurabili compiuti dal Consiglio nazionale uscente». Ciò ha condotto all'adozione del decreto ministeriale di scioglimento del consiglio nazionale e di nomina di un commissario straordinario che dovrà provvedere in particolare a garantire la regolare rinnovazione delle operazioni elettorali, da svolgersi nel febbraio 2013. Stesso discorso per l'Ordine nazionale dei biologi, per le cui elezioni ordinistiche, già annullate dal giudice amministrativo, è stata necessaria la nomina, in successione, di due commissari straordinari nonché il reiterato intervento del ministero in funzione di vigilanza, anche al fine di consentire lo scrutinio dei voti. Anche relativamente agli ordini professionali locali il ministero ha registrato, nel corso dell'anno, «una frequente necessità di intervento ministeriale in funzione di vigilanza», vista da un lato «la forte conflittualità manifestata nell'ambito degli organi di autogoverno», e dall'altro «la presenza di numerosi esposti di privati cittadini esprimenti doglianze nei confronti degli consigli degli ordini professionali principalmente in relazione a forme di inerzia nel vaglio delle situazioni disciplinarmente rilevanti». In totale, sono pervenute in via Arenula11 richieste di scioglimento dei consigli degli ordini, otto delle quali accolte (con dm che ha nominato altrettanti commissari straordinari). Nel corso dell'anno è stato costituito poi un nuovo collegio dei periti industriali, peraltro successivamente soppresso a seguito della abolizione della relativa provincia. Anche tale vicenda ha dato luogo a contenzioso giurisdizionale.

Riconoscimento dei titoli

Ulteriore e rilevante materia attribuita alla competenza del settore è costituita dal riconoscimento dei titoli professionali acquisiti all'estero, disciplinata dal dlgs 9 novembre 2007, n. 206, che si articola in una complessa attività istruttoria che ha richiesto l'indizione a cura dell'Ufficio a cadenza mensile di una Conferenza di servizi cui partecipano i rappresentanti dei ministeri e dei consigli nazionali interessati. All'esito della conferenza di servizi, la richiesta di riconoscimento è accolta ovvero rigettata con decreto adottato dal direttore generale della giustizia civile. Nel corso del 2012 sono state presentate complessivamente (al 13 dicembre 2012) 761 domande di riconoscimento di titolo professionale conseguito all'estero. Il direttore generale ha adottato 754 decreti, previo esame dell'istruttoria compiuta dall'ufficio e condividendone le conclusioni, in particolare: per quanto attiene a titoli acquisiti in paesi comunitari sono stati emessi 673 provvedimenti (657 di accoglimento e 16 di rigetto); per quanto attiene a titoli acquisiti in paesi non comunitari sono stati emessi 78 provvedimenti (72 di accoglimento e 6 di rigetto); per quanto attiene a titoli acquisiti nella Confederazione elvetica sono stati emessi tre provvedimenti (tutti di accoglimento). Il ministero ha registrato quindi un ulteriore significativo incremento di attività rispetto all'anno precedente nell'ordine del 40% delle domande pervenute e del 35% dei decreti firmati dal direttore generale. In questo ambito, via Arenula sottolinea il peso delle richieste di riconoscimento presentate da avvocati spagnoli, non di rado cittadini italiani laureati in Italia che poi svolgono l'esame di abilitazione in Spagna perché molto più agevole che in Italia (la cosiddetta «via spagnola» combattuta da anni dal Consiglio nazionale forense).

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