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Rischio malattia professionale in chiaro

del 20/06/2013
di: di Daniele Cirioli
Rischio malattia professionale in chiaro
Il datore di lavoro è obbligato a fornire all'Inail tutte le notizie concernenti la valutazione del rischio per favorire l'istruttoria delle pratiche di malattia professionale, pena l'applicazione della sanzione prevista all'art. 19 del T.u. Inail (sanzione amministrativa fino a 929 euro). Lo precisa, tra l'altro, lo stesso Inail nella nota n. 5056/13, spiegando alle proprie sedi che l'istruttoria deve essere sempre portata a termine con una specifica motivazione anche in caso di rigetto.

I chiarimenti riguardano la procedura di istruttoria delle pratiche relative alla malattia professionale, che l'Inail ha introdotto in maniera omogenea su tutto il territorio con riferimento alla denunce dal 18 settembre 2003. In particolare l'Inail interviene sulla base di segnalazioni relative alla prassi, che sarebbe in essere in alcune Regioni, di inviare anche agli assicurati i questionari per l'acquisizione di dati e informazioni riguardanti l'esposizione dell'assicurato al rischio lavorativo.

L'Inail precisa che la procedura prevede che l'istituto richieda tutta la documentazione relativa alla valutazione del rischio solamente ai datori di lavoro ai quali, pertanto, vanno inviati i questionari. Ciò anche in considerazione del fatto che i lavoratori raramente sono in possesso di informazioni che, in quanto attinenti ai rischi professionali, rientrano nel patrimonio di conoscenze proprio delle aziende in cui si svolgono i cicli produttivi. Peraltro, aggiunge l'Inail, l'art. 19 del T.u. (approvato dal dpr n. 1124/1965) prevede l'obbligo per il datore di lavoro di fornire all'istituto tutte le notizie sulla valutazione del rischio nonché, in caso di ingiustificato rifiuto, l'irrogazione di apposita sanzione.

Le pratiche vanno sempre chiuse. D'altro canto, aggiunge l'Inail, la mancata acquisizione delle notizie richieste nei questionari non è di per sé un motivo per la chiusura negativa della pratica, dal momento che l'istruttoria deve essere comunque completata perché il diritto alla prestazione nasce dalla legge con la conseguenza che gli atti dell'istituto che riconoscono e che soddisfano un tale diritto sono qualificabili come atti di mero adempimento e non come atti di concessione della prestazione. Peraltro, il completamento da parte dell'Inail dell'istruttoria ha lo scopo di attribuire ai provvedimenti di diniego motivazioni che, per la loro fondatezza e completezza, siano attendibili in sede di eventuale contenzioso anche giudiziario.

Giudizio a 360 gradi. L'Inail, ancora, precisa che le informazioni relative ai rischi lavorativi devono essere acquisite, in sede di istruttoria medico-legale, anche dagli elementi forniti dal lavoratore assicurato in sede di anamnesi lavorativa funzionale alla valutazione del nesso di causalità tra rischio e tecnopatia, nonché sulla base di altri elementi forniti dal datore di lavoro. Infine l'Inail chiarisce che gli eventuali casi chiusi negativamente a causa della mancata compilazione dei questionari da parte degli assicurati siano riaperti e disposti in riesame.

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