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Denaro correlato al reato, confisca ex 231 legittima

del 20/06/2013
di: Debora Alberici
Denaro correlato al reato, confisca ex 231 legittima
La confisca a carico della società che patteggia nell'ambito del procedimento ai sensi della «231» è legittima solo se il denaro sequestrato è correlato al tipo di reato contestato e quindi al profitto. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 26630 del 19 giugno 2013, ha annullato la confisca di oltre 500 mila euro disposta sul denaro di un imprenditore che aveva patteggiato la pena. In particolare ad avviso della terza sezione penale, è vero che con la sentenza di patteggiamento emessa nel procedimento a carico degli enti il giudice deve sempre applicare anche la sanzione della confisca, eventualmente nella forma per equivalente, del profitto del reato presupposto, rimanendo irrilevante che la stessa non sia stata oggetto dell'accordo intervenuto tra le parti. Tuttavia, ecco il nocciolo della questione, occorre pur sempre che il giudice, nell'emettere la pronuncia di condanna su richiesta delle parti (patteggiamento), motivi in ordine alla riconducibilità della somma di danaro in sequestro alla nozione di profitto del reato. In questo caso la sentenza del tribunale di Napoli impugnata dall'imprenditore difetta di motivazione sul punto. Il caso ha comunque creato una disparità di opinioni all'interno del Palazzaccio: infatti, nell'udienza tenutasi lo scorso 28 marzo, la procura generale aveva chiesto il rigetto del ricorso del contribuente. La brevissima sentenza è senz'altro contraria a quanto affermato dalla stessa Corte a fine maggio, con la sentenza n. 22975, secondo cui la confisca sul profitto del reato e cioè sull'intero ammontare dell'imposta evasa può essere disposta anche in caso di patteggiamento. In altri termini, le parti, nel cosiddetto patteggiamento, non possono vincolare il giudice con accordo avente ad oggetto anche le pene accessorie, misure di sicurezza o confisca, atteso che le suddette misure sono fuori dalla loro disponibilità, e, nel caso in cui l'accordo riguardi anche esse, il giudice non è obbligato a recepirlo o non recepirlo per intero, rimanendo vincolato solo alle parti dell'accordo riguardanti elementi in disponibilità delle parti.

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