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Operazione Poseidone da annullare in autotutela

del 18/06/2013
di: La Redazione
Operazione Poseidone da annullare in autotutela
Le iniziative di accertamento dell'Inps, alla ricerca di presunti evasori di contributi, rischiano di creare grossi problemi all'Istituto medesimo che sta iscrivendo alla gestione separata migliaia di professionisti senza che ve ne siano i presupposti. Siamo nell'ambito del progetto «Poseidone» e a essere potenzialmente interessati sono i professionisti non iscritti ad alcuna cassa professionale. In dubbio non c'è certamente il dovere di pagare i contributi ovvero di creare le condizioni perché ciò avvenga; non c'è neanche il dubbio sulla potestà dell'Inps di ricorrere a mezzi «persuasivi» per il recupero di quanto dovuto. Ma le nubi si addensano minacciose quando si passa a parlare dei metodi utilizzati. Sempre più frequentemente infatti, l'Istituto anziché avviare una campagna preventiva di informazione e comprensione dei dati che automaticamente ricava dalle banche dati fiscali, invia massivamente comunicazioni con l'iscrizione d'ufficio alla gestione separata.

Le comunicazioni hanno riguardato anche increduli consulenti del lavoro regolarmente iscritti alla cassa Enpacl e quindi esclusi dall'operazione. Ma vediamo di capire cosa è successo.

I codici Ateco dei consulenti del lavoro (69.20.15 e 69.20.30) avrebbero dovuto essere stati esclusi da qualsiasi attività di accertamento automatico, in quanto riferiti a un'attività rientrante nella copertura esclusiva della Cassa. Ma invece vengono segnalati diffusi casi di accertamenti notificati a chi è regolarmente iscritto all'Ordine (e quindi all'Enpacl) con regolare codice Ateco. E anche i consulenti del lavoro che risultano aver dichiarato attività diversa da quella principale professionale, utilizzando il codice Ateco 69.20.13 (servizi forniti da revisori contabili, periti e consulenti), non corrono rischi.

Infatti, l'importante non è il codice utilizzato ma l'attività svolta e, in particolare, se detta attività sia svolta da un professionista iscritto a un Ordine. Peraltro, con i consulenti del lavoro l'Inps sarebbe anche fortemente avvantaggiata nei controlli, considerato che tutti i consulenti del lavoro che svolgono attività professionale con l'Inps per conto di propri clienti devono essere identificati e autorizzati dall'Istituto. Sarebbe bastato, infatti, effettuare un incrocio fra questi soggetti e l'elenco degli iscritti all'Ordine, già in possesso dell'Inps e continuamente aggiornamento on line dal Consiglio nazionale, per scongiurare a monte l'invio di tali diffide.

Peraltro, proprio l'iscrizione all'ordine è requisito sufficiente ed esaustivo per dimostrare l'infondatezza della pretesa, in quanto da essa discende l'obbligo del rapporto previdenziale con la cassa di previdenza dei consulenti del lavoro (Enpacl).

L'Inps dunque può annullare tutti gli avvisi di accertamento che riguardano consulenti del lavoro incrociando i dati in possesso dell'Istituto. Infatti, tutti i professionisti profilati vanno esclusi dall'operazione Poseidone e, conseguentemente, va annullata d'ufficio in autotutela l'iscrizione alla gestione separata. In tal senso arrivano dall'Istituto segnali informali ma precisi. Sarebbe cosa buona e giusta.

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