Mutui prima casa. L'operazione è interessante, perché costituisce una sorta di partita di giro tra le famiglie. In sostanza, Cdp, usando risorse che ha in pancia, in gran parte costituite dai risparmi delle famiglie sotto forma di depositi postali, potrà finanziare le banche affinché queste ultime eroghino mutui ipotecari a altre famiglie, che intendono indebitarsi per acquistare la prima abitazione. A conti fatti è una specie di redistribuzione del risparmio familiare: risparmi delle famiglie usati per finanziare l'indebitamento di altre famiglie, garantendo la liquidità necessaria alle banche. Ovviamente, le risorse che la Cdp erogherà non resteranno nelle tasche degli istituti di credito; le banche dovranno restituire il prestito. Anche se ancora il governo non chiarisce a quale tasso questo finanziamento sarà erogato. Per avere informazioni su questo aspetto, il dispositivo inserito nella bozza di pacchetto semplificazioni rimanda a una serie di contratti tipo, che dovranno essere definiti con apposita convenzione tra Cdp spa e l'Associazione bancaria italiana. Il tutto per un ammontare massimo di finanziamenti erogabili da Cdp, che ogni anno sarà deciso e fissato da un decreto del ministro dell'economia e delle finanze.
Casa bond. In principio furono i Passera Bond, dal nome dell'ex ministro allo sviluppo economico che ha ideato il meccanismo. La misura fu proposta da Corrado Passera all'esecutivo nel febbraio scorso, ma poi non vide la luce. Si prevedeva, in sostanza, l'emissione di covered bond destinati a investitori istituzionali, con in prima fila proprio Cassa depositi e prestiti, per garantire alle banche una decina di miliardi di euro di raccolta a medio e lungo termine (15-20 anni). Soldi che dovevano servire esclusivamente per finanziare i mutui casa delle famiglie. Di più: secondo il meccanismo ideato da Passera, una garanzia aggiuntiva sui bond (in ossequio alla legge 130/1999, che la prevede, quale misura capace di rendere questi strumenti finanziari più sicuri, a fronte di un contenimento dei rendimenti) doveva essere fornita dal trasferimento delle medesime garanzie ottenute dalla banca sul patrimonio immobiliare oggetto di mutuo.
Bene, questo meccanismo torna in pista. Nella bozza di pacchetto semplificazioni, infatti, compare una norma che permette a Cdp spa di «sottoscrivere, direttamente o attraverso altri investitori istituzionali, obbligazioni bancarie garantite ovvero tranche senior di cartolarizzazioni ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, garantite da mutui residenziali con caratteristiche definite da un decreto del ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro dello sviluppo economico». In pratica, i mai nati casa bond (o Passera bond che dir si voglia) vengono riesumati. Dunque, qualora questa misura dovesse incassare oggi il via libera del Consiglio dei ministri, è abbastanza prevedibile individuare quali siano le caratteristiche dei mutui residenziali, che il governo imporrà come prioritari, per l'individuazione del patrimonio immobiliare che dovrà garantire i nuovi bond casa: le risorse, in ossequio al progetto Passera, dovrebbero andare a finanziare in gran parte mutui per abitazioni con standard edilizi ed energetici elevati.
Infine, va sottolineato che per poter sottoscrivere le nuove obbligazioni bancarie Cdp potrà anche ricorrere ad «altri investitori istituzionali», recita il dispositivo. Quindi, è molto probabile che la Cassa depositi e prestiti si troverà a sottoscrivere anche bond multibanca, con la compartecipazione di altri investitori come fondi pensione, fondi immobiliari e compagnie assicurative.
