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Etilometro, avviso il legale e soltanto dopo soffio

del 07/06/2013
di: Stefano Manzelli
Etilometro, avviso il legale e soltanto dopo soffio
È annullabile l'accertamento della guida alterata dall'alcol se prima di soffiare nell'etilometro la polizia non avverte il conducente che ha facoltà di farsi assistere da un difensore. Quindi come prima cosa vigili polizia e carabinieri devono compilare un modulo dove attestano di avere informato il trasgressore. Solo dopo possono procedere agli accertamenti tecnici previsti dal codice stradale. Lo ha stabilito il tribunale di Milano con la sentenza del 15 maggio 2013. Un giovane conducente è stato fermato dalla polizia alla guida di un'autovettura risultando positivo all'alcol test. Contro la conseguente denuncia per guida alterata ai sensi dell'art. 186 del codice stradale l'interessato ha proposto con successo censure al tribunale. In particolare il legale del conducente ha evidenziato al gip, in sede di rito abbreviato, che l'accertamento effettuato con l'etilometro effettuato dalla polizia stradale è stato effettuato in mancanza della preventiva informazione al trasgressore della facoltà di farsi assistere da un difensore. Solo dopo l'esecuzione dell'alcoltest, infatti, risulta annotato a verbale questo avviso. A parere del giudicante questa modalità operativa risulta errata e l'accertamento dell'alterazione alcolica nullo. Il codice stradale, specifica la sentenza, configura l'accertamento dello stato di ebbrezza come un accertamento tecnico irripetibile «stante l'alterabilità, modificabilità e tendenza alla dispersione degli elementi di fatto che sono oggetto dell'analisi». Per questo motivo prima dell'esecuzione del controllo l'interessato deve essere informato che il suo legale ha facoltà di assistere senza diritto di essere preventivamente avvisato si sensi dell'art. 356 cpp. In buona sostanza quest'obbligo, conclude il tribunale, non ricorre unicamente se la prova con l'alcoltest viene effettuata in via esplorativa, a titolo di controllo di polizia amministrativa. Nel caso esaminato dal giudice invece la polizia ha annotato nel verbale che già al momento del fermo l'autista risultava alterato con occhi lucidi e alito vinoso. Quindi trattandosi subito di un'attività di polizia giudiziaria sono mancate le necessarie garanzie difensive.

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