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La cedolare secca traina l'affitto

del 05/06/2013
di: La Redazione
La cedolare secca traina l'affitto
Dati a sorpresa, in parlamento. La locazione si sta spegnendo sotto il peso di una tassazione che le ha tolto ogni redditività ma, nonostante questo, i contratti di locazione sono in incessante aumento considerato l'ultimo triennio, al punto che, rispetto al 2010, le locazioni sono cresciute del 7% nel 2011 e del 15% nel 2012. La cedolare secca, insomma, trascina le locazioni.

I dati, resi noti alla stampa dalla Confedilizia, sono contenuti in una nota del ministero dell'economia e delle finanze con la quale è stata data risposta a un'interrogazione parlamentare in materia dell'onorevole Canzi (Pd).

Nel 2010, si rileva dalla nota ministeriale, sono stati registrati 1.252.398 contratti di locazione ad uso abitativo. Nel 2011, anno nel corso del quale è stata introdotta la cedolare, i contratti di locazione registrati sono stati quasi centomila in più, attestandosi sulla cifra di 1.346.793. Nel 2012, il numero dei contratti di locazione registrati è ulteriormente aumentato, portandosi a 1.445.296 (quasi centomila in più rispetto al 2011 e quasi duecentomila in più rispetto al 2010). Con una tendenza all'incremento che, riferisce sempre il ministero, è confermata anche nei primi quattro mesi del 2013.

Da ultimo, anche la percentuale di contratti registrati con opzione per la cedolare è in aumento, essendo passata dal 21% del 2011 al 32% del 2012. In questi contratti, come noto, l'inquilino è per legge esonerato dal corrispondere l'aggiornamento Istat.

La sequenza dei dati relativi alle locazioni ordinarie e alle locazioni in cedolare fa pensare che si tratti di contratti emersi. Si tratta di numeri, sottolinea la Confedilizia, che fanno giustizia della cattiva stampa che è stata creata intorno alla cedolare secca (che tutto è, peraltro, meno che «secca», essendo gravata di complicazioni e adempimenti, spesse volte inutili ma che creano comunque notevoli incertezze che incidono sull'opportunità di optare per questo regime fiscale). I dati utilizzati allo scopo si basano solo sulla differenza fra somme introitate e somme di incasso ipotizzate. Ma, all'evidenza, erano errate le ipotesi e per la differenza non siamo in presenza di minori introiti effettivi ma solo in presenza di mancati introiti rispetto a ipotesi che proprio i dati di oggi dimostrano sbagliate. Del resto, anche per la Tobin tax è stato verificato un incasso inferiore del 30% rispetto a quello ipotizzato (e l'abolizione di questa imposta non la si chiede, come strumentalmente si fa per la cedolare, per i mancati introiti, ma semmai per altri motivi). A riprova del fatto che le previsioni di gettito sono operazioni difficili da realizzare.

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