Consulenza o Preventivo Gratuito

Europa vicina ai professionisti

del 30/05/2013
di: di Gaetano Stella presidente di Confprofessioni
Europa vicina ai professionisti
In uno scenario globale in continua evoluzione e caratterizzato da cambiamenti strutturali ed una crescente competizione, il ruolo dei professionisti sta diventando sempre più determinante per i settori dell'economia europea Pertanto, le politiche che si rivolgono ai professionisti devono riconoscere le loro peculiarità. È su questa strada che si sta indirizzando il gruppo di lavoro costituito in seno alla Commissione europea, nell'ambito del Piano d'azione Imprenditorialità 2020, per individuare i fabbisogni specifici delle categorie intellettuali, rimuovendo gli ostacoli normativi e le lacune nei servizi di supporto per le libere professioni e consentire, in ultima analisi, ai liberi professionisti di accedere al mercato, espandersi e crescere in Europa e sui mercati internazionali

I professionisti hanno un enorme potenziale creativo e d'innovazione che può contribuire allo sviluppo economico e sociale in Europa, come ha riconosciuto con grande chiarezza il commissario Antonio Tajani. L'attenzione che le istituzioni comunitarie sembrano voler destinare al settore delle professioni liberali, tuttavia non trova ancora pieno riscontro nelle politiche nazionali, contraddistinte in taluni casi – come quello italiano – da un grave ritardo culturale che impedisce la piena affermazione delle professioni nelle politiche di sviluppo e di crescita. Il quadro normativo che regola il settore delle attività intellettuali e il mercato dei servizi professionali in Europa risulta fortemente disomogeneo e tale circostanza rappresenta uno dei principali ostacoli rispetto agli obiettivi del Mercato unico e della libera circolazione dei professionisti.

Uno degli obiettivi prioritari tracciati dal Piano d'azione riguarda la semplificazione e sburocratizzazione. In questo ambito, le organizzazioni di rappresentanza dei professionisti a livello nazionale potrebbero dare un contributo diretto, mettendosi al servizio delle istituzioni al fine di individuare e realizzare gli interventi necessari a rimuovere gli ostacoli burocratici che frenano l'economia reale, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

Un altro elemento cruciale del Piano d'azione 2020 ruota intorno alle problematiche connesse all'accesso al credito, elemento essenziale per stimolare gli investimenti e la crescita dei liberi professionisti. Gli effetti della stretta creditizia hanno causato ingenti difficoltà al regolare svolgimento delle attività professionali in Italia. La valutazione del «merito di credito» tradizionalmente improntata su dati qualitativi del cliente (conoscenza dell'attività, del titolare, puntualità nei pagamenti, reputazione...) è stata progressivamente sostituita da criteri quantitativi (bilancio, capitalizzazione, utili...) che, oltre a spersonalizzare il rapporto con la banca, hanno provocato una sorta di «declassamento» dei professionisti. Le condizioni del credito erogato dalle banche, infatti, sono strettamente correlate al «Rating» attribuito automaticamente al cliente, che nel caso di piccole imprese e di liberi professionisti si colloca nelle fasce considerate più a rischio e alle quali si applicano le condizioni più onerose. L'attribuzione del «Rating» da parte delle banche non tiene conto però del più importante asset patrimoniale del professionista, ovvero del capitale umano e del bagaglio di conoscenza e di competenza che è intrinseco al lavoro intellettuale. Sarebbe, invece, fondamentale creare un rating specifico per la figura professionale, valorizzando dunque il capitale umano quale criterio oggettivo nella valutazione del merito di credito da parte degli istituti di credito.

Ma non basta. Per facilitare le condizioni di accesso al credito da parte dei professionisti occorre adottare innovative politiche di finanziamento che favoriscano le aggregazioni tra professionisti e lo sviluppo di reti tra professionisti e imprese. Tra le prime iniziative che potrebbero essere attuate vi è sicuramente quella di garantire un migliore accesso ai fondi europei destinati alla crescita e allo sviluppo. A tal proposito, il Fondo sociale europeo potrebbe essere impiegato anche per finanziare i fondi di garanzia dei Confidi.

Il lavoro e l'occupazione giovanile è uno degli impegni prioritari dell'Unione europea. Nei Paesi comunitari la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli drammatici che rischiano di compromettere le politiche di sviluppo e di coesione sociale all'interno della Comunità europea. La situazione delicata in cui versano i giovani è in parte dovuta al mancato allineamento tra le competenze acquisite e la domanda del mercato del lavoro. Risulta determinante, in primis, affrontare tale disallineamento e colmare il gap tra competenze disponibili e fabbisogni professionali. Una strada perseguibile è quella di procedere a una mappatura a livello europeo delle situazioni di ogni singola professione, per poter svolgere poi una sorta di servizio di orientamento. In tal modo si potrebbero indirizzare i giovani verso le professioni maggiormente richieste e per le quali vi sono lacune di forza lavoro, favorendo anche la mobilità. Gli Stati membri e la Commissione devono concentrarsi su un migliore utilizzo dei fondi dell'Ue, in primo luogo del Fondo sociale europeo (Fse), per le politiche giovanili.

Iniziative per incentivare e promuovere cooperazioni e network tra i diversi attori coinvolti dovrebbero essere promosse, compresi tutti gli altri servizi di sostegno. L'internazionalizzazione sta diventando una necessità anche per i liberi professionisti, soprattutto i più giovani. Sarebbe pertanto auspicabile il lancio di un programma ad hoc per i giovani professionisti sul modello dell'Erasmus per i giovani imprenditori. Il progetto dovrebbe tenere in considerazione le specificità dei soggetti coinvolti (svolgere periodo di pratica all'estero), che potrebbero acquisire nuove e diverse competenze e migliorare le loro prospettive sul mercato del lavoro.

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Da febbraio anche i senz'albo trovano una casa

del 24/01/2013

Riforma dei senz'albo in dirittura d'arrivo in Gazzetta Ufficiale. La legge approvata il 19 dicembre...

In agenda politica scompaiono i professionisti

del 24/01/2013

In Italia c'è un settore economico che, nonostante la crisi e la burocrazia, continua a dare segnali...

Richieste di scioglimento: ordini professionali litigiosi

del 25/01/2013

Ordini professionali sempre più litigiosi. Nel 2012 le polemiche sulle elezioni non hanno riguardato...