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Esigenza di rinvio per Unico 2013 e Imu

del 29/05/2013
di: di Mario Civetta * *Presidente dell'Odcec di Roma
Esigenza di rinvio per Unico 2013 e Imu
Una proroga per le scadenze di versamento relative al modello Unico 2013 e all'Imu, non certo dettata da tattiche dilatorie ma assolutamente necessaria nell'interesse generale.

Al momento non ha trovato ancora una formale risposta la richiesta corale formulata da oltre 60 Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili al ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. Un'esigenza rappresentata attraverso un'articolata lettera alla quale molti importanti Ordini hanno ritenuto di aderire attraverso i loro presidenti. Si tratta di un periodo non lungo sotto il profilo temporale ma dettato da ragioni sostanziali di primaria importanza.

Una richiesta assolutamente non conflittuale, ispirata al più fattivo spirito di collaborazione fra Ordini e l'intera categoria dei Commercialisti da una parte, e ministero dell'Economia e Agenzia delle Entrate dall'altra. L'istanza avanzata dagli Ordini – come argomentato nella lettera – trova fondamento in constatazioni oggettive circa il corretto espletamento di tutte le procedure, soprattutto dalla constatazione che, a meno di un mese dalla data di scadenza, «i commercialisti non dispongono degli strumenti necessari per liquidare correttamente le imposte dovute». Le maggiori preoccupazioni sono rivolte alla mancanza della versione definitiva, quella dotata degli ultimi correttivi agli studi di settore, del software Ge.Ri.Co che non è stata ancora licenziata dall'Agenzia delle Entrate. Tale situazione, come rimarcato nella lettera, «rende quanto mai problematica la determinazione definitiva e puntuale delle imposte, in quanto le risultanze degli studi di settore determinano, sovente, scelte del contribuente che influiscono sulla quantificazione dei tributi dovuti».

In sostanza, ci è parso di dover cogliere un contesto critico e problematico, con ostacoli oggettivi, nonostante la buona volontà, a svolgere il nostro ruolo di cerniera tra i contribuenti e l'Amministrazione finanziaria. Una prova di compattezza della categoria capace di coagularsi quando si tratta di tutelare interessi generali e di primaria importanza.

La scadenza del 17 giugno 2013, inoltre, coincide con quella per il versamento dell'acconto dell'Imu che, come è noto, anche per effetto della sospensione del pagamento per determinate tipologie di immobili, non ha un quadro applicativo chiaro.

La possibilità di una proroga di appena 20 giorni, posticipando le scadenze all'8 luglio, costituirebbe un ragionevole punto di equilibrio. Del resto, si tratterebbe di una soluzione in linea con quanto già fatto in anni passati quando sono state varate altre proroghe rispetto ai termini ordinari. La nostra categoria professionale agisce sempre con massima responsabilità istituzionale, consapevoli che la richiesta di proroghe costituisce un'anomalia, saremmo i primi a voler operare in una situazione normale che non ripeta da anni gli stessi deficit. La realtà oggettiva e che non abbiamo gli strumenti per lavorare e abbiamo solo voluto sensibilizzare il ministro con la nostra lettera con senso di responsabilità.

L'importanza della richiesta dei Commercialisti è emersa chiara anche dallo spazio che l'iniziativa ha trovato presso i giornali e le agenzia di stampa nazionali che, probabilmente, hanno ben compreso la posta in gioco.

In una fase difficile della vita del Paese, connotata da una stringente crisi economica, dove i cittadini sono chiamati a sacrifici e a sopportare una delle più elevate pressioni fiscali al mondo, occorre quantomeno garantire certezza degli strumenti atti a determinare il dovuto. L'auspicio è che la decisione non arrivi a ridosso della scadenza, ma subito. Perché in attesa della proroga molti colleghi si stanno già sottoponendo ad un intenso tour de force per cercare di rispettare la scadenza iniziale. In ultimo, questa vicenda può far utilmente riflettere sulla vita interna della nostra professione. C'è una categoria che cerca di organizzarsi per sopperire al vuoto dei vertici nazionali. Non è operativamente facile coordinarsi con tanti Ordini territoriali, anche solo per iniziative tutto sommato piccole come questa ma che danno voce alle urgenze dei colleghi. Iniziative che puntano ad evidenziare le necessità della professione e le criticità operative ma che costituiscono la classica attività normalmente demandata ad un Consiglio nazionale. Occasioni come questa fanno capire quanto possa essere importante per una categoria avere quella guida di cui i Commercialisti, oggi, sono costretti a fare a meno.

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