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Avvocati, i nuovi parametri al vaglio del mingiustizia

del 25/05/2013
di: La Redazione
Avvocati, i nuovi parametri al vaglio del mingiustizia
Il Consiglio nazionale forense ha inviato ieri al ministro della giustizia Annamaria Cancellieri la proposta di nuovi parametri forensi, secondo il nuovo ordinamento professionale degli avvocati. Il presidente Guido Alpa ha accompagnato il documento con una lettera nella quale ha auspicato che il primo colloquio istituzionale con il guardasigilli, avvenuto il 21 maggio scorso, «indichi la via per la costante e proficua collaborazione» e ha avanzato concrete proposte di collaborazione anche in merito all'amministrazione della giustizia. Con riguardo ai parametri, la lettera spiega le ragioni per le quali è necessario superare gli attuali parametri «particolarmente vessatori e iniqui», tenendo conto anche della grave crisi economica che investito i giovani ma anche gli avvocati di provata esperienza. Secondo i dati Cassa forense, infatti, dal 2007 al 2012 il reddito medio annuo si è contratto del 20,4% (valori assoluti: da euro 55.971 a euro 44.529). Dal 2011 al 2012 la perdita è stata del 6,4%. La proposta introduce un sistema di «costi prevedibili» e corrisponde ai principi di semplificazione e trasparenza volto a creare uno strumento di facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini che potranno avere uno strumento di immediato orientamento. Con effetti benefici anche per l'accelerazione dei tempi processuali. Da qui la «rilevanza della proposta» formulata, perché essa dovrebbe costituire, con le valutazioni e le eventuali modificazioni apportate dal ministero, la nuova disciplina da applicare alla liquidazione dei parametri in fase giudiziale (si veda anche ItaliaOggi del 7 e del 9 maggio). Il presidente del Cnf è tornato anche sul «grave» problema della geografia giudiziaria, sottolineando la incongruità del riordino sulla base di criteri astratti e dannosi, atti a un aumento dei costi più che ad effettivi risparmi. Un problema che si è acuito per l'imminenza della pronuncia della Corte costituzionale, che richiederebbe un differimento del termine di entrata in vigore della riforma; e per la sostanziale anticipazione dell'attuazione della riforma, che già «si realizza in forme occulte o striscianti con lo svuotamento degli uffici giudiziari per i trasferimenti a domanda dei magistrati e per la sistemazione degli uffici e delle sedi». Per il Cnf è altrettanto importante «eliminare il sistema del doppio giudizio di primo grado del rito Fornero, per affidare il procedimento sui licenziamenti illegittimi a una «corsia preferenziale» per la fissazione e la trattazione degli stessi, riservando ai procedimenti cautelari la trattazione dei casi di particolare urgenza».
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