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Imu, imprese ignorate dalle nuove misure

del 21/05/2013
di: di Manola Di Renzo
Imu, imprese ignorate dalle nuove misure
Aziende alla cassa entro giugno per pagare l'Imu. Le misure approvate non hanno tenuto conto degli imprenditori.

«I provvedimenti assunti nei giorni scorsi dal governo sono sicuramente positivi, ma ci aspettavamo un passo in più a favore delle imprese, soprattutto le piccole e medie». Con queste parole il presidente del Cnai, Orazio Di Renzo, ha commentato la sospensione del pagamento dell'Imu sulla prima casa e il rifinanziamento della cassa integrazione, due misure varate dal governo la scorsa settimana.

Il premier Letta ha dichiarato che il pagamento dell'Imu viene sospeso fino al 16 settembre e l'imposta riformata entro il 31 agosto. Il blocco riguarda anche i terreni agricoli, i fabbricati rurali e le cooperative edilizie. Inoltre, particolare attenzione verrà riservata alle imprese perché si intendono prevedere, fra le priorità in fatto di Imu, forme di deducibilità dell'imposta pagata sulle attività produttive.

Rimane così confermata la scadenza Imu di giugno per i capannoni industriali e i beni funzionali alle attività produttive.

Il Cnai apprezza gli sforzi del governo, tuttavia chiede interventi urgenti per rilanciare il mercato dell'edilizia.

Il settore dell'edilizia, ricorda il presidente Di Renzo, negli ultimi due anni ha subito un drastico crollo; numerose sono state le aziende cessate e attualmente molte in bilico con lavoratori in cassa integrazione. Ad aggravarne la situazione, continua Di Renzo, i comportamenti delle pubbliche amministrazioni che hanno accumulato debiti sfruttando il lavoro delle imprese. Le stesse che hanno dovuto indebitarsi per pagare i costi del lavoro, contributi Inps-Irpef-Inail, per vedersi rilasciare il Durc, per continuare a lavorare. Praticamente un circolo vizioso che ha messo in ginocchio un settore importante per l'economia del nostro paese.

Non mancano le critiche al decreto sblocca debiti; comuni e province entro il 30 aprile hanno presentato l'ammontare dei debiti nei confronti delle imprese, scaduti entro fine 2012, ora siamo in attesa della ripartizione dei fondi; le richieste hanno superato il plafond disponibile quindi saranno molte le aziende che a farla breve non saranno pagate per mancanza di capienza. Ancora una volta il testo di legge si è mostrato artificioso e burocraticamente complesso, prevedendo procedure poco snelle e soprattutto senza attenzione al meccanismo delle compensazioni dei crediti con i debiti fiscali.

«È un chiaro segnale», prosegue Di Renzo, «della mancanza di volontà a sciogliere i nodi. Il settore delle costruzioni è giunto al suo traguardo, solo nel 2012 circa 130 mila imprese hanno chiuso mandando a casa un numero incalcolabile di lavoratori».

Inoltre passando dalle imprese alle famiglie la situazione non migliora poiché il mercato immobiliare è in forte ribasso con una caduta ripida delle vendite, e una diminuzione degli introiti anche per le casse dello stato.

Rimane elevato il numero degli immobili invenduti e, cosa che al Cnai avevano previsto, l'impatto dell'Imu si è rivelato catastrofico. «Questa imposta è pesata gravemente sul settore edile, riducendo il numero di operazioni di scambio, di locazione e diminuendo il valore stesso degli immobili, quindi in conclusione, ha commentato Di Renzo, per un balzello simile che in termini economici ha prodotto poco al bilancio pubblico, viene abbattuta una ricchezza nazionale».

Giustamente come qualcuno ha già detto «essere proprietari di una casa non è una colpa», ma l'Imu è l'imposta più vessatoria d'Europa.

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