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Stop anche per rurali, strumentali e terreni

del 18/05/2013
di: Luigi Chiarello
Stop anche per rurali, strumentali e terreni
Niente Imu per i fabbricati rurali, i terreni agricoli e i fabbricati a uso strumentale per l'attività agricola. Lo stop al pagamento dell'imposta municipale sugli immobili vale anche per il comparto agricolo, l'unico tra le attività economiche ad avere incassato la sospensione della prima rata di pagamento, a beneficio dell'attività. E anche qui, come per i cittadini privati beneficiari, si tratta di uno stop condizionato al varo di una più ampia riforma della tassazione sul patrimonio immobiliare. Un congelamento a tempo, insomma: se la riforma di cui sopra non vedrà la luce entro fine agosto, gli operatori agricoli dovranno versare la prima rata Imu entro il 16 settembre successivo. La decisione di estendere la sospensione dell'Imu ai fabbricati rurali e ai terreni è stata assunta ieri, in seno al Consiglio dei ministri, a seguito di una lunga azione in tal senso effettuata dal ministro alle politiche agricole, Nunzia De Girolamo, che per giorni ha invocato la cancellazione del tributo per il comparto. Di più: secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la norma ha superato il vaglio del consiglio dei ministri, mantenendo la medesima stesura e formulazione proposta in entrata all'esecutivo dai tecnici del legislativo del ministro De Girolamo. Infatti, gli immobili che godono del beneficio sono quelli previsti all'articolo 13, commi 4, 5 e 8, del decreto legge 201/2011, convertito con modificazioni nella legge 214/ 2011; dunque, non solo i fabbricati rurali tutti e i terreni agricoli, ma anche (e non era scontato) i fabbricati a uso strumentale per l'attività agricola. Una volta assunta la decisione, non sono mancate ieri le reazioni di soddisfazione delle organizzazioni di categoria.

Per Agrinsieme (il sodalizio che riunisce l'Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Confagricoltura e Cia) «il governo ha dato un segnale positivo al mondo produttivo». Dopo aver ringraziato il ministro De Girolamo «che, sin dal suo insediamento, si è impegnata attivamente per l'alleggerimento della pressione fiscale delle aziende agricole», il sodalizio ha ricordato come «nel 2012 l'aggravio per gli imprenditori agricoli, rispetto al gettito Ici e Irpef 2011, è stato di circa 366 milioni di euro (ben al di sopra dei 210 milioni individuati dall'esecutivo). Una cifra», che Agrinsieme definisce «insostenibile per un settore sempre più in difficoltà», perché «crea pesanti problemi alla gestione aziendale, con forti ostacoli alla crescita ed alla produttività».

Soddisfazione anche dalla Coldiretti, che ha quantificato il beneficio per le casse degli agricoltori: con la sospensione della prima rata Imu da 346 milioni di euro, in scadenza per terreni agricoli e fabbricati strumentali, «il governo ha dato un importante segnale al settore riconoscendone la straordinaria importanza in termini economici e sociali e quale perno per una nuova stagione di crescita sostenibile». Anche Palazzo Rospigliosi, per bocca del presidente, Sergio Marini, ha riconosciuto al ministro De Girolamo di aver saputo «in pochi giorni far proprie le aspettative di un intero settore con determinazione e competenza».

Infine, va ricordata la reazione di Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Europarlamento: «È un'ottima partenza per il governo Letta e per il ministro all'Agricoltura De Girolamo», ha chiosato De Castro, «si torna finalmente a porre attenzione all'agricoltura con misure concrete che possono concorrere a dare ossigeno alle imprese». Quindi, il presidente della Comagri ha spostato l'asticella un metro più in la: «Ora è necessario risolvere il problema della tassazione delle società agricole di capitali, che il governo Monti ha modificato da catastale a bilancio», ha aggiunto De Castro, «con un evidente danno a uno dei pochi sostegni all'aggregazione delle aziende agricole e un di fatto nullo beneficio per le casse dello stato».

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