Per Agrinsieme (il sodalizio che riunisce l'Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Confagricoltura e Cia) «il governo ha dato un segnale positivo al mondo produttivo». Dopo aver ringraziato il ministro De Girolamo «che, sin dal suo insediamento, si è impegnata attivamente per l'alleggerimento della pressione fiscale delle aziende agricole», il sodalizio ha ricordato come «nel 2012 l'aggravio per gli imprenditori agricoli, rispetto al gettito Ici e Irpef 2011, è stato di circa 366 milioni di euro (ben al di sopra dei 210 milioni individuati dall'esecutivo). Una cifra», che Agrinsieme definisce «insostenibile per un settore sempre più in difficoltà», perché «crea pesanti problemi alla gestione aziendale, con forti ostacoli alla crescita ed alla produttività».
Soddisfazione anche dalla Coldiretti, che ha quantificato il beneficio per le casse degli agricoltori: con la sospensione della prima rata Imu da 346 milioni di euro, in scadenza per terreni agricoli e fabbricati strumentali, «il governo ha dato un importante segnale al settore riconoscendone la straordinaria importanza in termini economici e sociali e quale perno per una nuova stagione di crescita sostenibile». Anche Palazzo Rospigliosi, per bocca del presidente, Sergio Marini, ha riconosciuto al ministro De Girolamo di aver saputo «in pochi giorni far proprie le aspettative di un intero settore con determinazione e competenza».
Infine, va ricordata la reazione di Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Europarlamento: «È un'ottima partenza per il governo Letta e per il ministro all'Agricoltura De Girolamo», ha chiosato De Castro, «si torna finalmente a porre attenzione all'agricoltura con misure concrete che possono concorrere a dare ossigeno alle imprese». Quindi, il presidente della Comagri ha spostato l'asticella un metro più in la: «Ora è necessario risolvere il problema della tassazione delle società agricole di capitali, che il governo Monti ha modificato da catastale a bilancio», ha aggiunto De Castro, «con un evidente danno a uno dei pochi sostegni all'aggregazione delle aziende agricole e un di fatto nullo beneficio per le casse dello stato».
