È possibile secondo lei, in un paese civile, che un professionista riceva una lettera a firma del direttore di una delle più importanti sedi Inps d'Italia, contenente una diffida penale nei propri confronti perché un'azienda, da me assistita, non avrebbe versato le ritenute previdenziali e assistenziali relative ad alcuni lavoratori, quando sarebbe bastata una visura negli archivi dell'Inps per riscontrare che il sottoscritto non è il legale rappresentante dell'azienda ma semplicemente un suo consulente. Una verifica negli archivi dell'Inps avrebbe anche scoperto che le ritenute a carico dipendente per il periodo in contestazione, ossia luglio 2012, sono state versate molti mesi fa. Eppure questa lettera è stata scritta e spedita, mettendo in pericolo l'immagine di un professionista, il sottoscritto, che, in conseguenza della superficialità e faciloneria di qualcuno, potrebbe anche essere sospeso dall'albo di appartenenza (perché così impongono le norme che regolano la nostra categoria) pur senza aver commesso la minima colpa.
Ma è mai possibile che se io reco un danno a un'altra persona, nell'esercizio della mia professione o semplicemente guidando l'automobile, sarò probabilmente chiamato a pagare tutto, fino all'ultimo centesimo, mentre c'è una categoria di persone, evidentemente intoccabili, che quando crea danni enormi agli altri non risponde mai? Possiamo ancora ritenerci un Paese civile se le cose funzionano in questo modo? Scusi lo sfogo, che mi sono permesso perché su ItaliaOggi mi sembra di giocare in casa.
Lettera firmata
