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Il governo non dimentichi di sbloccare la Pa

del 15/05/2013
di: La Redazione
Il governo non dimentichi di sbloccare la Pa
Sempre in merito alla posizione della Confsal sul governo Letta espressa in questa pagina, poniamo al segretario generale della confederazione autonoma, Marco Paolo Nigi, qualche domanda di approfondimento sull'attuale momento politico.

Domanda. Segretario Nigi, a pochi giorni dall'insediamento del governo Letta la sua organizzazione, nel registrare apprezzabili segnali di una nuova sensibilità politica verso l'equità sociale e la crescita economica e occupazionale, come “vede” l'azione governativa in prospettiva?

Risposta. Il paese ha bisogno di un governo che assicuri fatti e atti in tempi brevi e comunque utili. Il governo dovrà intervenire immediatamente sulle gravi emergenze socio-economiche e in tempi brevi sul fronte delle riforme strutturali. Il suo compito è davvero difficile e, pertanto, non è possibile fare ora una previsione attendibile sulla sua efficacia e sulla sua durata.

D. Quali sono i campi prioritari di intervento?

R. Il nostro “manifesto politico-sindacale” individua alcune priorità: lavoro e occupazione; potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni; sostegno fiscale alle piccole e medie imprese; riforma organica del fisco - che sollevi gradualmente lavoro e impresa dall'insostenibile imposizione fiscale e attui un serio e forte contrasto all'evasione, anche attraverso la sanzione penale; concreti investimenti in formazione, ricerca e innovazione ed eliminazione delle ruberie e degli sprechi della politica.

D. Fra le rivendicazioni della Confsal c'è quella dello sblocco dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego, fermi al 31 dicembre 2009. Cosa può dirci in merito?

R. Le pubbliche amministrazioni dovranno garantire servizi pubblici di qualità in funzione della crescita. Questo avverrà attraverso un graduale processo di sempre maggiore efficienza che, proprio per realizzarsi, avrà bisogno di moderne politiche del personale.

L'adeguamento delle retribuzioni e la premialità del merito costituiscono fattori determinanti per centrare precisi obiettivi nel miglioramento della qualità dei servizi pubblici. Così, uno Stato che blocca per anni le retribuzioni pubbliche si rivela “cieco” e iniquo, senza alcuna possibilità di migliorare i servizi pubblici essenziali, oltre che un cattivo datore di lavoro.

Su questa questione il silenzio assordante del governo ci costringerà presto a intraprendere una dura stagione di lotta.

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