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Campeggi: strutture fisse come le civili abitazioni

del 15/05/2013
di: di Maurizio Villani
Campeggi: strutture fisse come le civili abitazioni
Tarsu campeggi: equiparata la superficie delle strutture fisse abitative a quella delle civili abitazioni. Con la sentenza n. 177/02/13, la Ctp di Lecce ha stabilito che le strutture fisse abitative dei campeggi (per esempio bungalow, piazzole) devono essere tassate con l'aliquota unica delle civili abitazioni. La vicenda ha a oggetto l'impugnazione da parte di una società, proprietaria di un campeggio, di una cartella di pagamento relativa a Tarsu anno 2008. In particolar modo, la ricorrente eccepiva la nullità della cartella per illegittimità della tariffa per contrasto con l'art. 68 del dlgs n. 507/1993 nonché la nullità della cartella per illegittimità del regolamento e della relativa delibera comunale, con conseguente disapplicazione degli stessi; in subordine, chiedeva che venisse disposta la riliquidazione della tassa dovuta in applicazione della tariffa prevista per le abitazioni private ai sensi dell'art. 68 citato. I giudici di merito nell'accogliere parzialmente il ricorso della società ricorrente hanno ricordato come l'art. 68 del dlgs 507/93 stabilisce che i comuni, per l'applicazione della tassa, sono tenuti ad adottare apposito regolamento che deve contenere, tra l'altro, la classificazione delle categorie e delle eventuali sottocategorie di locali e aree con omogenea potenzialità di rifiuti da tassare con la medesima misura tariffaria. Con il comma 2 del suddetto articolo il legislatore suggerisce l'articolazione delle categorie e delle eventuali sottocategorie da compiersi «ai fini della determinazione comparativa delle tariffe» tenendo conto, in via di massima, di alcuni gruppi di attività o di utilizzazione. La lettera c) del citato comma 2 accorpa nel medesimo gruppo i locali e aree a uso abitativo per nuclei familiari, collettività e convivenze, esercizi alberghieri; tale elencazione, peraltro, deve considerarsi meramente esemplificativa. Alla luce di tanto, è dato leggersi in sentenza, «appare irragionevole ritenere che un nucleo familiare in vacanza produca maggiori rifiuti di quelli prodotti ordinariamente nella propria abitazione» e, pertanto, il comune deve provvedere alla riliquidazione della Tarsu. Con tale pronuncia, in sostanza, è stato ribadito quanto già stabilito per gli alberghi che sono stati parimenti assimilati, dalla giurisprudenza di merito, a civili abitazioni.
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