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Sul bollo virtuale nessun acconto dalle fiduciarie

del 15/05/2013
di: di Fabrizio Vedana
Sul bollo virtuale nessun acconto dalle fiduciarie
Non dovrà essere versato nessun acconto d'imposta dalle fiduciarie che decidessero di effettuare il pagamento del nuovo bollo in modo virtuale. Lo chiarisce Assofiduciaria nella circolare COM-2013-031 del 14 maggio a tutte le associate e con la quale si commenta la circolare 15/E con cui l'Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti ulteriori sulle modalità di applicazione dell'articolo 13, commi 2-bis e 2-tre della tariffa allegata al dpr 642/72 (imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio e alle comunicazioni inviate alla clientela relative ai prodotti finanziari). L'Assofiduciaria mette in luce il fatto che tra i chiarimenti forniti ve ne sono alcuni di particolare rilevanza per le fiduciarie. Il punto 4 dedica, infatti, l'intero paragrafo 4.1 alle modalità di versamento dell'imposta in modo virtuale da parte delle fiduciarie modulando diversamente tale modalità a seconda che si tratti di società-fiduciarie Sim ovvero di società fiduciarie di tipo statico. Alle sole fiduciarie Sim, categoria ormai residuale e alla quale appartengono una minima parte delle circa 300 fiduciarie operanti in Italia, si applica l'onore del versamento dell'acconto dell'imposta di bollo previsto dall'articolo 15-bis del dpr 642/1972; nessun acconto d'imposta andrà invece versato dalle altre fiduciarie ovvero da quelle statiche che costituiscono la parte più importante e rilevante, sia numericamente che per masse amministrate, delle società operanti in Italia. Assofiduciaria, dopo aver ricordato che le fiduciarie potranno pagare la nuova imposta di bollo anche in modo non virtuale, si sofferma poi sulle modalità di pagamento dell'imposta in modo virtuale illustrando il possibile schema operativo da seguire a tal fine. In ogni caso, ovvero sia che la fiduciaria decida di pagare il bollo in modo virtuale oppure no, l'Assofiduciaria ricorda alle associate di porre opportuna attenzione alle modalità di copertura del versamento d'imposta. A mente di quanto previsto dal decreto del ministero dell'industria del gennaio 1995, infatti, le fiduciarie non possono contrarre obbligazioni, neppure fiscali evidentemente, se non adeguatamente coperte da corrispondenti garanzie dei clienti-fiducianti per conto e nell'interesse sei quali l'imposta dovrà essere versata.
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