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La tassa telefonini, al tavolo delle Sezioni unite

del 10/05/2013
di: di Valerio Stroppa
La tassa telefonini, al tavolo delle Sezioni unite
La tassa telefonini finisce sul tavolo delle Sezioni unite. Potrebbe così riaprirsi la partita che vede contrapposti i comuni italiani all'Agenzia delle entrate in merito all'applicazione della concessione governativa (Tcg) sui cellulari in abbonamento. La decisione della sezione tributaria della Cassazione, presieduta da Mario Cicala, è arrivata ieri mattina, accogliendo la richiesta dei difensori degli enti locali. La controversia riguarda l'attuale vigenza della Tcg sull'uso del telefono cellulare, balzello che obbliga gli utenti in abbonamento a versare all'erario 12,91 euro ogni mese. Le strutture territoriali dell'Anci, prima tra tutte quelle del Nordest, si sono fatte promotrici di una sorta di «class action» per conto dei comuni italiani, proponendo centinaia di ricorsi presso le commissioni tributarie. I verdetti di Ctp e Ctr sono stati in netta maggioranza a favore dei sindaci, riconoscendo che il mercato della telefonia è ormai privatizzato e non più in mano pubblica. Poiché la vecchia licenza statale è stata sostituita dal contratto, non è più dovuta alcuna tassa. Le speranze dei comuni di ottenere il rimborso della Tcg telefonini versata negli anni si sono però bruscamente arrestate quando la Cassazione, con la sentenza n. 23052/2012, ha stabilito l'esatto contrario: l'attività di fornitura dei servizi di comunicazione resta subordinata «a un regime autorizzatorio da parte della p.a.» (ItaliaOggi del 19/12/2012). Quindi il prelievo è legittimo. I municipi sono subito passati al contrattacco, chiedendo l'assegnazione della vicenda alle S.u. e ipotizzando il ricorso per revocazione della sentenza degli ermellini (rimasta finora l'unica). Nel frattempo sono intervenute altre pronunce dei giudici tributari di merito che, non ritenendo di condividere la linea tracciata dalla suprema corte, se ne sono discostati (Ctr Veneto 12/16/13, Ctp Udine 89/01/13 e altre). «Oggi è stato fatto un passo avanti, ma siamo all'ultimo gradino di una vicenda che si protrae da alcuni anni e per la quale riteniamo sia corretto che siano le Sezioni unite della Cassazione a porre la parola fine», hanno commentato Amerigo Penta ed Emanuele Mazzaro, gli avvocati che rappresentano le ragioni dell'Anci Emilia Romagna e Veneto.
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