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Imu, comuni scontenti. Mancanza risorse alternative

del 09/05/2013
di: di Manola Di Renzo
Imu, comuni scontenti. Mancanza risorse alternative
La scadenza dell'Imu viaggia sul filo dell'incertezza.

Siamo in attesa del decreto di sospensione dell'Imu, come dichiarato dal premier Enrico Letta, per la rata di giugno.

Il decreto di prossima emanazione dovrebbe riguardare la sospensione del pagamento Imu solo sulla prima casa, portando benefici alla maggior parte dei cittadini, in quanto proprietari di un unico immobile, appunto l'abitazione principale.

Malumori invece dai comuni che vedono sfumare milioni di euro già riportati in bilancio, senza stanziamento di risorse alternative.

Il Cnai è convinto della necessità di sospendere l'Imu fino ad arrivare all'abrogazione dell'imposta stessa, tuttavia non si può prescindere da alcuni ragionamenti. A causa della riduzione del gettito dovuta dalle prime case, i comuni potrebbero decidere di aumentare le aliquote sulle seconde case; chiaramente le ripercussioni non mancherebbero, per esempio un ulteriore crollo del mercato immobiliare e rischi di speculazioni finanziarie a scapito dei meno facoltosi. Alcuni comuni stanno anche lavorando per aumentare l'aliquota sulla prima casa, se venisse sospeso il pagamento di giugno e a questa prima iniziativa non si aggiungessero ulteriori interventi, il pagamento per intero ricadrebbe sulla rata di dicembre, con l'aggravio di una maggiore percentuale dell'imposta, così i comuni andrebbero a recuperare anche la perdita subita a giugno, e con l'aliquota maggiorata vedrebbero equiparato ampiamente il valore del denaro incassato a dicembre. Altri stanno pensando di non riconfermare le ulteriori quote di esenzione previste per le fasce di cittadini svantaggiati e più poveri, quindi anche in questo caso, il mancato incasso della rata di giugno peserebbe addirittura sulle persone più bisognose.

Altra perplessità riguarda sempre le seconde case, quelle in locazione. L'aumento dell'Imu porterebbe sicuramente un relativo aumento dei canoni di affitto, ma di conseguenza vi sarebbe una ripercussione sull'imposta di registro, un aumento tirerebbe l'altro; facilmente più di qualcuno penserà a incassare la maggiorazione del canone, o addirittura l'intero affitto in nero. Ovviamente anche in questa ipotesi i danni erariali sarebbe elevati.

Inoltre non dimentichiamo i tempi, Caf professionisti e consulenti, in questo periodo sono alle prese con infinite scadenze fiscali, hanno diritto a organizzare nella maniera più opportuna il loro lavoro, ma come fanno se a oggi non si sa se pagare oppure no; la scadenza Imu è prevista per il 17 giugno prossimo, al Caf Cnai e al Cnai, portavoce dei professionisti e delle aziende rappresentate, lamentiamo le lungaggini della burocrazia e la lentezza operativa, che non consente di agire con correttezza portando tutti ad attivarsi all'ultimo minuto, senza dimenticare la farraginosità del calcolo.

Senza parlare del principio di incostituzionalità su cui si fonda l'Imu. Gli italiani pagano e rischiano di pagare un'imposta ingiusta sulle abitazioni che nel nostro paese rappresentano la forma più comune di investimento. Queste le parole del presidente del Cnai, Orazio Di Renzo, che sintetizza dichiarando: «Chi riesce con sacrifici e impegno a pagare una casa e a possederla, per lo stato e le banche rappresenta sicuramente una forma di garanzia e di stabilità, anziché premiarlo al contrario viene pluripenalizzato, da quando decide di contrarre il mutuo per l'acquisto. Riprendendo un nostro concetto, è proprio vero che tutti i comportamenti messi in essere dalla nostra politica sembrano preferire una società liquida, dove tutto è incerto e senza struttura, senza garanzie né progetti. Se non fosse per i cittadini che oggi possiedono un'immobile, tutto l'apparato pubblico potrebbe lavorare sul nulla, perché nessuno avrebbe niente da rischiare; se molti sono ligi nei pagamenti e attenti a come agiscono è soprattutto per non perdere quello che hanno, appunto la casa, tutto il resto gira intorno al concetto di improvvisazione».

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