Le proposte di sospensione dell'Imu «congelano» il modello 730/2013. Le aspettative di blocco del pagamento della prima rata dell'imposta municipale in scadenza nel mese di giugno 2013 e/o di revisione dell'intera disciplina del tributo, rendono di fatto impossibile eseguire la scelta per la compensazione della stessa all'interno del modello di dichiarazione dei redditi 2012.
Il problema riguarda dunque essenzialmente il modello di dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati (modello 730) nel quale è possibile indicare al proprio sostituto d'imposta di utilizzare parte o tutto il credito Irpef emergente dalla dichiarazione per compensare il pagamento dell'Imu dovuta per l'anno 2013. Tale scelta, ricordano le istruzioni al modello 730/2013, deve essere esercitata dal contribuente nel quadro I della dichiarazione dei redditi dell'anno 2012. In tale quadro, infatti, il contribuente può scegliere di utilizzare l'eventuale credito che risulta dal modello di dichiarazione 730/2013 per pagare l'Imu dovuta per l'anno 2013 mediante compensazione nel modello di pagamento F24. Le soluzioni praticabili sono almeno due. La prima potrebbe essere costituita da una revisione integrale del calendario di presentazione delle dichiarazioni dei redditi del 2012 per consentire la revisione dell'Imu e le conseguenti scelte dei contribuenti. Questa prima soluzione lascerebbe aperto però il problema dei contribuenti che proprio in questi giorni hanno già presentato il modello 730 esprimendo la scelta per la compensazione di una imposta che pochi giorni dopo verrebbe modificata. L'altra soluzione, praticabile però solo da chi ancora deve presentare il modello, è quella di rinunciare alla facoltà di compensazione attendendo le modifiche all'Imu promesse da Letta e provvedendo poi al materiale pagamento, senza compensazione, di quanto effettivamente dovuto per l'imposta municipale del 2013. Su entrambe le soluzioni possibili incombe però la variabile temporale. La scadenza di pagamento dell'acconto Imu di giugno è davvero troppo ravvicinata per pensare a un intervento normativo in grado di modificarne in tempo utile le linee essenziali. Anche il mero «congelamento» dell'acconto di giugno non sembra una soluzione in grado di risolvere i problemi collegati alla dichiarazione dei redditi del 2012. Se i contribuenti non hanno percezione dell'imposta comunale da pagare nel 2013 non possono operare le scelte sopra ricordate nei modelli dichiarativi e quindi si rischia il blocco della presentazione delle dichiarazioni.
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