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Le scommesse clandestine costano 20 mln di euro

del 03/05/2013
di: di Beatrice Migliorini
Le scommesse clandestine costano 20 mln di euro
Il giro di scommesse non autorizzate costa al fisco quasi 20 milioni di euro di imposte evase. Di questi, 15 milioni derivano dal mancato incasso delle tasse sulle giocate senza autorizzazione, mentre altri 4 milioni sono frutto delle sanzioni irrogate. A 300 milioni di euro ammontano invece gli incassi complessivi delle scommesse clandestine. Il tutto per un totale di 607 procedimenti tributari aperti. Questo il bilancio del contrasto alla raccolta di scommesse non autorizzate, svolta tra il 2007 e il 2012, dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in collaborazione con la Guardia di finanze, pubblicato ieri sul sito dell'Agenzia delle dogane. In base a quanto emerso durante le indagini, alcune agenzie sono risultate non solo prive di autorizzazione, ma anche sotto contratto con più di un bookmaker estero. A questo proposito, solo nel 2012 l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli ha effettuato controlli in 284 comuni d'Italia che hanno permesso di rilevare l'attività di quasi 600 agenzie di raccolta scommesse prive di licenza di polizia. I punti scommesse operavano per conto di 26 bookmakers italiani ed esteri, privi a loro volta di concessione statale. Il ruolo dei gestori italiani era quello di operare come intermediari per conto delle società estere inserite nella lista dei siti di gioco non autorizzati sul territorio italiano. Un sistema che permetteva di garantire ai propri scommettitori quotazioni di vincita di gran lunga superiori a quelle presso i centri autorizzati dall'amministrazione autonoma dei monopoli di stato. Sul fronte delle sanzioni, ne sono state irrogate ai singoli titolari delle agenzie per oltre 4 milioni di euro. Il raggiungimento di tale cifra è frutto dell'irrigidimento delle sanzioni sulle giocate dirottate verso l'estero, introdotto dalla legge di stabilità del 2011. In base a quest'ultima infatti, «il soggetto passivo che sottrae in qualsiasi modo, la base imponibile all'imposta unica delle scommesse è punito con la sanzione amministrativa dal 120 al 240% della maggiore imposta dovuta», inoltre, «chi non presenta la segnalazione certificata di inizio attività è soggetto a una sanzione dell'ammontare di 516 euro, fino a un massimo di 2.000 euro». In base a queste norme, risultano quindi fluttuanti, a seconda dell'anno di riferimento, le sanzioni irrogate rispetto all'imposta evasa. Per gli anni d'imposta dal 2007 al 2010, non essendo ancora entrate in vigore le norme approvate poi nel 2011, la sanzione amministrativa ammonta 6,5% della maggiore imposta dovuta, quindi, in molti casi, le sanzioni per gli illeciti commessi tra il 2007 e il 2010 non sono state ancora applicate. Situazione diversa nel 2011 e nel 2012, durante i quali invece la misura media della sanzione prevista è salita al 100% della maggiore imposta dovuta, proprio a fronte dell'aumento della misura prevista per legge, dal 120 al 240% dell'imposta evasa.

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